Blow
up febbraio 2004
- Quindici brani a fronte di altrettante sigle issati in un bel CD dalla
confezione cartonata apribile – color avana come la carta da pacchi
di una volta, splendida nella sua ricercata semplicità - e dal
sottotitolo(fromSCRATCHsessions vol.l) che promette ulteriori battaglie:
i ragazzi dell'etichetta fromSCRATCH ce la mettono tutta e riescono a
rendere "Collisioni in cerchio" l'ennesima conferma della vitalità
della nostra musica.
Più o meno è andata così: più gruppi sono
stati invitati in una cascina della campagna toscana per una registrazione
fiume con l'obiettivo dichiarato di fornire nuove prospettive musicali
attraverso scambi di idee tra i vari musicisti coinvolti, stimolandoli
a collaborare tra di loro (a tal proposito viene salutata con orgoglio
la nascita del nuovo progetto Zighi Zog Bau, i cui 45 secondi de L'arrotino
però sono pochi per metterne a fuoco l'identità). Otto pezzi
provengono da una selezione di queste registrazioni, ai quali vengono
aggiunti altri sette offerti da nomi affini allo spirito dell'opera.
I nomi: micidiali gli apripista Jealousy Party di Belpaese, parlata a
squarciagola coi fiati che starnazzano intorno; i To the Ansaphone rockeggiano
nervosi in I Swear, spumeggiami, al solito, gli Zu in Solar Anus-, gli
Slope di Some Cake Please, al pari dei Miranda, degli Appaloosa e dei
Can-d (rispettivamente autori di Juan, Dirk Digler Jacopo), sono interessanti
esemplari di avant-rock preciso e spigoloso; i Tanake di 2nd Step ci sommergono
con irrequieti fraseggi strumentali frutto di una tensione sempre misurata;
i Twig Infection di Warso & Ubervixen invece con brandelli post; L'Enfance
Rouge in Be Your Dog, sfuma Iggy in Lou Reed; i Cods in Studente mettono
in campo la consueta magica scrupolosità; gli Uber di My New Lifestyle
sorprendono piacevolmente per il contrasto tra la leggerezza dell'esposizione
vocale e lo slancio delle trame strumentali; i Ronin de Il galeone provocano
gentilmente puntando sulla nostalgia; e infine i Freetto Meesto che nel
buco nero di tortoli assalgono con un istintivo e temerario fluire di
suoni sconvolti e agitati.
Che altro dire? Centro pieno. Ai lettori consigliamo, oltre all’ascolto
di “collisioni in cerchio”, una visita al sito www.fromscratch.it;
all’etichetta auguriamo (almeno) altri cento di questi dishi.
(8) Roberto Municchi
RUMORE-febbraio 2004 - Un podere nella campagna toscana,
allestito come studio di registrazione e messo a dipsosizione di otto
gruppi: nasce da questa invidiabile situazione creativa Collisioni in
Cerchio, primo volume delle fromSCRATCHsessions ideate dall’omonima
etichetta aretina. Si aggiungono sette bands non presenti ma affini ed
il disco è pronto, bello ed omogeneo: vale da sola l’acquisto
l’inedita I swear dei ToTheAnsaphone (#138/139 per il loro imperdibile
cd), neo-wave di lusso, ma anche il resto dei nomi è da prima pagina
dell’underground nazionale più atipico: Ronin (il vecchio
canto anarchico Il Galeone in veste strumentale), l’Enfance Rouge
(che stravolgono gli stooges), Zu, Cods, twig Infection. Tra i meno noti
pollici in su per Slope e Uber.
Andrea Pomini
gonzocircus
(bimonthly magazine, holland & belgium)
‘Inside The Whale ’ is het debuutalbum van dit Italiaanse
trio,,dat voorheen opereerde onder de noemer Miranda ’s Warn.Ze
presenteren zes nummers broeierige en eigenzinnige postrock,met veel tempowisselingen
en sporadische zanglijnen.Miranda moet het niet hebben van de binnen het
genre stereotiepe noiseuitbarstingen om spanning in hun nummers in te
bouwen.Door het toelaten van improvisatie deconstrueren ze hun eigen werkstukken
waardoor een claustrofobische sfeer ontstaat. Daardoor bevat deze plaat
niet zozeer echte songs maar biedt ze vooral een momentopname.Nooit gedacht
dat een Italiaans trio vernieuwend zou zijn binnen de postrock,maar Miranda
bewijst het tegendeel.Een voorsmaakje is hun ep ‘Whale Shit ’,gratis
te downloaden op de site van het label.
‘Collisioni In Cerchio ’ presenteert een staalkaartje van
de Italiaanse underground..Vijftien bands treden aan,waarvan er acht deelnamen
aan een speciale opnamesessie georganiseerd door het label, met de bedoeling
kruisbestuivingen tussen de diverse deelnemende bands te stimuleren. Het
aanbod is heel gevarieerd:er is jazzcore van Tanake ,Freetto Meesto en
het altijd indrukwekkende Zu , nowave van To.The.Ansaphone ,slepende mathrock
van Slope ,een geniale coverversie van de klassieker ‘Be Your Dog
’ door L ’Enfance Rouge en de openingstrack van Jealousy Party
klinkt als David Moss in een rapbui.Het voornoemde Miranda schenkt voor
de compilatie een zes minuten durende luistertrip,die niet op hun debuut
is terug te vinden.De paar missers die op de plaat staan (drie van de
vijftien)doen niet af aan het feit dat dit een boeiende compilatie is
die bundelt wat er zich onder het slijm van de Italiaanse charmezangers
bevindt.(www.fromscratch.it)
(pb)
SUCCO
ACIDO. Nata ad Arezzo come agenzia di booking e management
e poi sviluppatasi come etichetta con sede operativa a Firenze, la fromSCRATCH
si candida a diventare un importante centro propulsore della scena indie
in Toscana e in particolare a Firenze, città che oltre alla carenza
di luoghi in cui suonare lamenta proprio la mancanza di realtà
(etichette e fanzines) capaci di stimolare le energie creative esistenti.
Il primo passo compiuto in tale direzione dalla fromSCRATCH è
rappresentato da questa compilation, figlia per metà (8 pezzi
su 15) di una sessione di registrazione tenutasi lungo due settimane
in uno studio allestito in un casolare della campagna fiorentina. Le
otto bands coinvolte, tutte toscane e per lo più fiorentine,
sono state libere di assecondare la propria personalità seguendo
le traiettorie più disparate, così che si va dal freestyle-rap
schizoide dei Jealousy Party al post-rock matematico di Appaloosa e
Can-D, passando per il jazz-core dei Freetto Mesto e per la no-wave
dei To The Ansaphone (attacco fulminante quello della loro "I swear").
L’esperimento, nato con il preciso intento di favorire forme di
contaminazioni artistiche, ha dato i frutti sperati con la nuova collaborazione
nata tra Giuseppe Caputo dei Miranda ed il batterista dei Tanake Martino
Acciaro (entrambi i gruppi sono presenti nella raccolta con una loro
traccia), i quali sotto la sigla Zighi Zog Bau hanno partorito una scheggia
rumoristica intitolata "L’arrotino" annunciando fin
da ora di voler coltivare questo side-project con la futura produzione
di un intero lavoro.
A completare la scaletta di "Collisioni in cerchio" sono stati
poi chiamati 7 ospiti estranei alla sessione toscana, ciascuno dei quali
ha dato il suo contributo con un pezzo inedito. Tra i nomi illustri
spicca quello degli Zu con una b-version di "Solar anus",
ma sono decisamente altri i gruppi che hanno offerto gli episodi meritevoli
di segnalazione: prima di tutto gli Enfance Rouge, che rileggono "I
wanna be your dog" degli Stooges dopo averla fatta passare alla
moviola, poi i lucchesi Uber, che confezionano una lo-fi song a dir
poco memorabile, ed infine i Ronin, che propongono una rilettura del
canto anarchico "Il galeone" spogliandolo delle liriche e
riducendolo a poche note di chitarra suonate da Bruno Dorella con tanto
di accompagnamento di Bugo allo scacciapensieri. Gran bella compilation,
con l’unico piccolo neo rappresentato da "Studente"
dei Cods, una canzone senza infamia e senza lode che riesce a non apparire
del tutto fuori luogo solo grazie alla notevole ecletticità del
materiale raccolto.
Guido Gambacorta
ROCKIT.
Già me li figuro quelli della fromSCRATCH che tentano di venirsene
fuori con un’idea per una compilation: perché non raccogliere
i gruppi in una bella cascina in Toscana per una quindicina di giorni
e porli nelle condizioni di sfornare quello che gli pare, di scambiarsi
idee e godere della presenza e collaborazione reciproca? Perché
poi, una volta registrato il tutto, non scegliere il meglio da questa
sessione e metterlo, insieme a tracce di gruppi che condividono le stesse
sonorità, nella prima compilation della casa?
Insomma, detto fatto pare! Trovata la cascina (Podere S. Giuseppe di
Nipozzano, per chi volesse improvvisarsi pellegrino), arruolate 8 band
(anzi 7, visto che l’ottava - gli Zighi Zog Bau - ha preso forma
proprio da quest’incontro) e allestito uno studio temporaneo...
si parte! E via di sperimentazione, noise, rock, post-rock, jazz, elettronica,
rumorismo, rap, marmellata... insomma c’è di tutto, e prestar
orecchio è d’ obbligo.
Ogni singolo brano si fa apprezzare in questa deliziosa vetrina, ma
concedetemi di fare qualche nome; “Belpaese”, ad esempio,
che apre le danze, è subito fantasmagoria sonora. I Jealousy
Party, invece, spiazzano per originalità ed eclettismo, tra il
rap alla Zulu dei 99 Posse, il rumorismo jazz, l’umorismo demenziale
e l’elettronica. Un must.
Gli Zu ci presentano “Solar anus”, una cartolina di 2’
dal passato, con il loro jazz-core che ci fa ricordare i mai troppo
compianti Naked City di John Zorn e soci, mentre L’Enfance Rouge
ci regalano la più scura e sinuosa versione di “I wanna
be your dog” degli Stooges che mi sia capitato di incrociare.
Ovvero basso, elettronica ed una minacciosità opprimente, praticamente
perfetta.
Gli Uber portano una canzone davvero bella tra sax, voce stonata e trame
circolari, al contrario di Ronin, in compagnia di Bugo allo scacciapensieri,
che se ne viene fuori con un vecchio canto anarchico italiano in versione
acustica.
L’ascolto di questa prima sessione della fromSCRATCH si rivela
così un’altalena per il cervello; non solo un vero toccasana,
ma anche un’ottima occasione per assaggiare i tutti questi nomi
di cui si fa un gran parlare anche sulle nostre pagine. Certo non la
si può raccomandare a chi non gradisce le cose genuinamente storte,
ma questa compilation non può assolutamente mancare a chi di
voi si professa amante del rock alternativo, delle sperimentazioni,
delle cose ‘cervellotiche’, dell’arte, della musica
italiana, quella sotterranea (come i tartufi) e più in generale
della libertà e della voglia di esprimersi.
di Andrea La Placa
KATHODIK.
Lontano dalla retorica
del declino e da apocalittiche dichiarazioni di impotenza esistono ed
operano nel “belpaese” (più o meno quello amabilmente
canzonato dagli autori dell’omonimo brano iniziale, i Jealousy
Party) delle realtà produttive che rimediano alla forzata assenza
di copiose prebende con degli strumenti infallibili: ovvero il buongusto
e l’intelligente intraprendenza. La fromSCRATCH, etichetta di
Arezzo, è una di queste entità benemerite: nel caso specifico
di questo CD, “Collisioni in cerchio: from SCRATCHsessions vol.1”,
i compilatori hanno svolto in otto dei quindici brani presenti una vera
e propria funzione maieutica – allestendo uno studio mobile nel
magazzino di una cascina nella campagna toscana; le note del “foglio”
facente parte della eccellente confezione realizzata con una carta che
ricorda quella dei pacchi d’una volta (complimenti ad A. Frassanito)
ci informano: “ad ogni gruppo sono stati assegnati due giorni
per registrare qualsiasi cosa volessero, con la possibilità di
sperimentare e di avvalersi della collaborazione dei musicisti coinvolti
nel progetto” – e di stimolo (un gruppo è nato “ex-novo”
da queste sessioni, gli Zighi Zog Bau della fulminante L’arrotino).
Certamente le multiformi note scaturite dalle sessioni (e quelle dei
sette brani scelti per ulteriore “accompagnamento”) esprimono
bene qual è lo spirito e l’ambito d’azione della
“label”: ovvero la certosina ricerca che tenta di unire
la complessità inevitabile dei suoni degli anni Duemila con una
franchezza ed una ironia che triturano ogni velleitarismo “intellettuale”.
Intendiamoci, nelle sonorità acide e spigolose del sassofono
di Andrea Caprara dei Freetto Mesto (nella conclusiva, minacciosa Il
buco nero di tortoli) o nel basso imperioso di Ivan Turinelli degli
Slope (che carica di ricordi “wave” Some Cake Please, evocatrice
con le sue atmosfere di ben più temibili compagni di merende…),
solo per fare due esempi, non vi è alcuna concessione alla “facilità”
(o faciloneria) dell’ascolto, ma nemmeno il cedimento a gratuite
astrusità o avanguardismi; piuttosto l’espressione di una
furia controllata, fino agli estremi margini dell’esplosione.
In altro senso, la presenza di una versione di Solar Anus degli Zu (è
sempre un piacere ascoltare la ritmica Battaglia/Pupillo e soprattutto
il sassofono baritono di Luca Mai) è indicativa di una perspicua
(seppur non totalizzante) tendenza al rovello strumentale (ma potremmo
citare i ferrati Tanake di 2ndStep o gli elaborati ed insinuanti Miranda
di Juan, oppure gli Appaloosa di Dirk Digler e i Can-d di Jacopo); non
mancano tuttavia visioni stravolte di immaginari “rock”
– l’incisiva stilettata I Swear degli To The Ansaphone,
l’introverso “mood posthardcore” Warso&Ubervixen
allestito dai siciliani Twig Infection, l’oscura rivisitazione
stoogesiana condotta dagli esperti L’enfance rouge in Be Your
Dog - e chi tenta di conciliare gli stilemi sopraccitati, riuscendovi
mirabilmente (gli Uber di My New Lifestyle soprattutto, ma anche i Cods
nella salace Studente). È poi sempre un piacere incrociare le
strade di Ronin (alias Bruno Dorella, tra le altre cose eminenza grigia
dell’etichetta Bar La Muerte e chitarrista/bassista/percussionista
negli OvO, qui accompagnato da Bugo allo “scacciapensieri”
in una rilettura acustica del “tradizionale” Il galeone)
e di Edoardo Ricci, multiforme suonatore di strumenti a fiato (nei già
citati Jealousy Party): davvero musicisti rocciosi.
In conclusione, un’operazione riuscita ed una dimostrazione di
genuino spirito umanistico (i conterranei illustri, maestri dell’Umanesimo
e del Rinascimento, avrebbero di sicuro apprezzato).
MUSICCLUB.
Seconda uscita per la giovane fromSCRATCH Records (il debutto lo si
era avuto con il positivo disco dei Miranda) ed ecco che la label di
Arezzo ci serve sul piatto un buon antipasto misto (per me vegetariano,
grazie!). Le band coinvolte nell’operazione sono quindici, di
diversa estrazione sonora (pur se l’emisfero generico è
comunque quello del rock nelle sue varie sfaccettature, con qualche
diramazione “core”, post o free che sia). Sette gruppi hanno
fornito contributi inediti in proprio; sette si sono ritrovati in una
cascina della campagna toscana adibita a studio di registrazione e hanno
inciso lì i pezzi. Il nome rimanente (ovvero Zighi Zog Bau) è
nato nel corso di questa “comune musicale”. Preso atto della
genesi che ha portato alla nascita di ‘Collisioni In Cerchio’
veniamo alle formazioni coinvolte e stiliamo la consueta graduatoria
di preferenza personale. I gruppi, senza distinzione di genere o anzianità,
che più si distinguono per il contributo fornito sono (in ordine
di apparizione): Zu, Slope, Tanake, Twig Infection, L’Enfance
Rouge (ottima la loro rilettura di ‘I Wanna Be Your Dog’),
Miranda, Appaloosa e Can-D. Per maggiori dettagli sui singoli pezzi
vi rimando direttamente al sito (www.fromscratch.it), dove sono stati
perfettamente descritti e presentati.
Roberto Michieletto
COOLCLUB.
Veramente interessante questa compilation “collisioni disturbate”
una bella idea venuta a from Scratch records che ha preso una cascina
in Toscana, ci ha messo dentro uno studio mobile, poi ha scovato un
bel po’ di pazzi e ce li ha buttati dentro. Unica regola: due
giorni a testa per registrare in assoluta libertà. Oltre al risultato
di quindici giorni di registrazione ci sono altre sette brani inediti.
Il risultato: 15 tracce che ci offrono una panoramica su quanto di bello
e sperimentale si può fare e si fa in Italia. Un’occasione
per avvicinarsi a un microcosmo sconfinato, un interessante unione di
stili eterogenei che incontrandosi in un luogo fisico hanno potuto fissare
in un luogo ideale, il pentagramma (ma non credo che ne abbiamo usati)
la testomonianza di quello che è stato anche fusione, confronto,
improvvisazione. Ed ecco allora documentati sullo stesso cd avant rock,
jazz-core post-noise enfance rouge, avant-rap, no-wave, math-rock. I
gruppi inseriti sono:JEALOUSY PARTY, TO.THE.ANSAPHONE, ZU, ZIGHI ZOG
BAU,TANAKE, TWIG INFECTION, L’ENFANCE ROUGE MIRANDA, APPALOOSA,
CODS, UBER, CAN-D, RONIN, FREETTO MEESTO. Un disco consigliato a tutti
gli esploratori della musica.
Osvaldo
kronic- Idee in musica “Collisioni in Cerchio”
è il primo capitolo delle fromscratchsession, idea nata dalla
label fromsSCRATCH che rielabora e supera il consueto concetto di compilation,
nel tentativo di individuare, tramite i musicisti coinvolti, nuovi orizzonti
sonori. Così è stato allestito uno studio mobile in una
cascina della campagna toscana ed ogni gruppo ha avuto due giorni a
disposizione per registrare, sfruttando, a volte, altri personaggi coinvolti
nel progetto. Dopo quindici giorni sono usciti otto brani, a cui ne
sono stati aggiunti altri sette realizzati da formazioni che, per dna,
possono essere ritenute affini all’idea di musica dell’etichetta
aretina.
Apprezzabile l’impostazione, quindi, e più che discreto
il risultato ottenuto. Su tutti i sempre ottimi To[the]ansaphone, impegnati
in una “I Swear” tiratissima ed accessibile sin dal primo
ascolto, ed i Miranda, con una “Juan” perfetta nel confermare
quanto di buono è stato detto sino ad oggi su di loro. Scontato
il plauso per la follia a tinte jazz degli Zu (“Solar Annus (Slight
Return)”) e per il rumorismo dei catanesi Twing Infection (“Warso
& Ubervixen”), mentre sorprendono, molto positivamente, gli
Slope con il math fra Shellac e Don Caballero di “Some Cake Please…”.
Ma il vero manifesto di “Collisioni in Cerchio” è
forse “L’arrotino” degli Zighi Zog Bau: un duo nato
casualmente durante le sessions (e proprio per questo figlio legittimo
dell’operazione) che regala pochi secondi noise di alta qualità
destinato, ci auguriamo, ad un più preciso approfondimento in
futuro.
Il nostro appoggio alle fromscratchsession è decisamente incondizionato:
ottime formazioni e ottime idee che potrete fare vostre visitando il
sito della fromSCRATCH (www.fromscratch.it) al modico prezzo di nove
euro (e sono anche comprese le spese di spedizione).
(27/1/04) marco Del Soldato
KOMAKINO 12-Feb-2004 11:02 PM - // VV. AA.
- Collisioni in Cerchio (15tx cd - 53'56'' From Scratch rec 'o4) - It's
hard to spread samplers/compilations, especially in italy for Indies,
and it's also hard to talk about a new release, because usually one
song is not enough. Anyway, as trying to find an answer about how many
folks will buy it/what can i write about it? it's already time for a
brand new From Scratch rec's work: last year the label set a recording
studio in a old house in Toscana country, and gave the chance to some
Bands to record everything they wanted to, - so You find here best eight
episodes, togheter with seven unreleased tracks from less unknown Bands
for our local indie scene. First play is for Jealousy Party, completly
mad and absurde, whether as regards schizoid acid-jazz stained with
electronics, whether lyrics (in italian), a brilliant monologue, bringing
memories of famous early '900 actor Ettore Petrolini; as many signs
of eclectic hysterical free jazz coming from Zu, or else, our koma_beloved
Freetto Meesto, or meteor improvisation Zighi Zog Bau, - then sounds
slide on free and talented guitar jazz with Tanake, Twig Infection in
matrix Unwound (excellent with Warso & Ubervixen!); postrock echoes
with Miranda (reviewed on some koma's ago), then Uber in loser key,
or Can-d and Slope in a noisy one. Track 2 is for To The Ansaphone,
between new_ and no_wave (You'd well love Them if You already appreciate
Erase/Errata), - and then instrumental math with two bass guitars with
Appaloosa. Outsiders, Ronin, exploit of Past sounds (and instruments)
coming from Sicily, the Cods, classic rock noise, sung in italian, and
then L'Enfance Rouge, covering Be Your Dog. - 9 euro for this CD!
::::::::::....
paolo
TAXIDRIVER.IT - La vitalità della scena math-rock
/ jazzcore italiana è testimoniata da questa compilation della
FromScratch. Similarmente alla compilation uscita in questi giorni della
Psychotica (Fragments), "Collisioni In Cerchio" contiene il
meglio della scena. Stiamo parlando di realtà più o meno
underground, più o meno note, ma tutte ugualmente interessanti.
Particolarità di questo disco è il metodo di registrazione.
8 delle 15 canzoni qui incluse sono state registrate in due giorni in
uno studio mobile nel magazzino di una cascina nella campagna toscana.
I gruppi potevano decidere di collaborare con altri musicisti coinvolti
nel progetto. Il risultato testimonia quest'aria di libertà e
di improvvisazione. Ma anche le band non coinvolte nelle sessions regalano
brani di assoluto spessore e grande apertura mentale. Fra questi gli
onnipresenti Zu, Ronin e Cods. Segnaliamo anche Jealousy Party, Zighi
Zog Bau, Miranda e Appaloosa. Gli appassionati del genere dovrebbero
comprarlo a scatola chiusa, tutti gli altri potrebbero scoprire un mondo
sotteraneo estremamente vitale.
[Dale P.]
MOVIMENTA.
Prendiamo in mano Collisioni in cerchio, e leggiamo all'interno: "Abbiamo
allestito uno studio mobile nel magazzino di una cascina nella campagna
toscana; ad ogni gruppo sono stati assegnati due giorni per registrare
qualsiasi cosa volessero, con la possibilità di sperimentare
e di avvalersi della collaborazione dedi musicisti coinvolti nel progetto.
Per quindici giorni abbiamo pazientemente documentato tutto quello che
veniva prodotto, e il materiale più interessante è finito
in questo cd, assieme ad altre sette tracce inedite di gruppi che riteniamo
affini allo spirito dell'etichetta." Una sorta di All tomorrow
parties italiano, realizzato con lo spirito delle Fishtank sessions,
in sostanza. I brani, quindici in totale, che vanno a comporre la raccolta,
sono molto eterogenei in quanto a sonorità, e se la cosa non
vi disturba, le vostre orecchie potranno solo che rallegrarsene. Eccoli
dunque, i suoni del primo volume di fromSCRATCH sessions: il jazz -
quello sconclusionato, chiacchierato, privo di qualsiasi schema dei
Jealousy party, quello noir e carico d'atmosfera dei Tanake, che tirano
fuori uno dei pezzi più belli dell'intero cd, l'ennesima geniale
scheggia impazzita degli Zu, a cui fa eco in chiusura un altro divertente
brano dei Freetto Meesto. Il post-rock - quello dei Miranda, una volta
ancora un passo avanti rispetto a tutti gli altri, quello degli Slope,
che saranno una gran bella sorpresa per chiunque non abbia ancora sentito
parlare di loro, mentre gli Appaloosa, pur bravi a creare tensione con
l'intreccio dei due bassi, propongono un pezzo troppo ripetitivo per
convincere appieno; e ancora, un brano strumentale per i Can-D, costruito
su un irresistibile gioco di pause e ripartenze. Troviamo inoltre un
progetto nato proprio durante le sessions, Zighi zog bau, gioco noise
in 46 secondi di follia - e a proposito di noise, un bel pezzo ce lo
propongono i Twig infection. Ed ancora, pescando qua e là, segnaliamo
che è degli Uber la canzone più bella di tutta la raccolta,
un riuscitissimo incontro/scontro tra voce stonata con melodia sbilenca
e chitarre angolari e chicagoiane, e che nel brano dei Cods la melodia
è contagiosa come non mi capitava da tempo di ascoltarne; e rimane
ancora una manciata di brani che vi invito a scoprire da voi...
di Gilles Nicoli [slippy
DRIVEMAGAZINE
Fra i tanti modi per poter promuovere alcuni fra i nostri gruppi indie/alternative
rock più interessanti, la giovane etichetta fromScratch ha scelto
quello più curioso ed originale: allestire un'improvvisato studio
di registrazione all'interno di una cascina a Nipozzano, nei pressi
di Firenze, e dare due giorni di tempo ai vari gruppi per suonare e
registrare quello che volevano, in piena libertà. Alla fine,
sui quindici brani presenti nel cd, otto sono sono stati registrati
in un'unica sessione. L'impressione di caos ed anarchia sonora che può
derivare da un simile esperimento è ben rappresentato dalla traccia
d'apertura del cd, la frenesia rap demenziale del "Bel Paese",
con tanto di fiati suonati da Edoardo Ricci, oppure ancora dall'oscuro
jazz-core sonnambulo dei fiorentini Tanake con la loro 2nd Step, forse
il risultato migliore ottenuto dalle "Nipozzano sessions",
tenute il giugnodel 2003, seguiti dai Miranda di Juan, un pezzo post/noise
rock misterico ed allucinato, non privo di qualche interessante suggestione
acida, in linea con quanto dimostrato nel loro cd d'esordio Inside The
Whale. Ad di fuori delle registrazioni tenute a Nipozzano, sette altri
bei nomi dell'underground italico, fra cui Zu, Slope e Twig Infection,
hanno fornito il loro valido contributo per la realizzazione del cd:
gli Zu propongono un brano registrato nel 2001 Solar Anus (slight return),
al solito, distruttivo e nichilista, mentre l'atmosfera noir e decadente,
sospesa in più di un pezzo di Collisioni In Cerchio, culmina
nella Be Your Dog dei L'Enfance Rouge, un'inquietante e sensuale rilettura
di un vecchio classico degli Stooges, e nell'enigmatiche progressioni
geometriche degli Slope in Some Cake Please...
Giovanni Carta
Post it.
I. Quindici gruppi nostrani mettono in discussione
le proprie musiche nella cornice di un delirante ciclo di sessions all'insegna
della sperimentazione, dell'ironia e del polistrumentismo.
Prestano le proprie formule all'esperimento firmato "FromScartch"
band appartenenti ai generi più disparati, e breve è il
passo dal free jazzz divertito e sarcastico su vizi e virtù del
nostro "Bel paese" dei Jealous party, al caotico magma sonoro
dei romani Zu che prende il bislacco nome di "Solar Anus".
In mezzo galleggiano le più educate prove post di Slope e mirando,
l'attacco distorto e disturbante dei Twig Infection, le tinte fosche
de L'Enfance Rouge, lo strumentale rock'n'roll sbilenco degli Appaloosa
e dei Cods prossimi ad affinare la forma canzone.
Sotto mentite spoglie si presta al gioco anche il tanto blasonato Bugo,
che qui firma, insieme a Bruno Dorella, sotto il nome di Ronin, la malinconica
cantilena pseudo western di "il Galeone".
Quindici tracce in tutto, il risultato di un incontro scontro tra artisti
con linguaggi e mondi di riferimento diversi, che contribuiscono a ribadire
l'indiscutibile fermento creativo italico.
marianna
II. Prendere sette band e chiuderle in una cascina
per quindici giorni, registrare quello che riescono a produrre anche
grazie al clima ed all'aiuto reciproco, accogliere l'ottava band partorita
nella vacanza (Zighi Zog Bau, certo che di funghi velenosi ne crescono
di grossi in Toscana...) e poi pubblicare il tutto condito con tracce
da altri gruppi italiani affini.
Ecco il concetto dietro alle sessioni della fromSCRATCH. Post rock noise
jazz, quattro parole che inquadrano in genere il materiale, anche se
non mancano deviazioni più o meno nette, come il poliedrico rap
dei Jealousy Party (se rap si può definire...) in apertura, spiazzante
carosello elettro-rumorista, o anche la scurissima e minacciosa versione
basso-voce-elettronica di "I wanna be your dog" proposta dai
L' Enfance Rouge. Nomi conosciuti aleggiano intorno, To.The.Ansaphone,
Appaloosa, Slope, Twig Infection tanto per citare a caso. Voglia di
fare e di farsi sentire, voglia di approcciare la musica e di giocare
con le possibilità, pur rimanendo, spesso, in territori conosciuti.
Canzoni? Anche, guarda un po', "Studente" dei Cods dovrebbe
proprio rendere l' idea, e finalmente in italiano, in mezzo ad un genere
che, quando parla, lo fa di nascosto ed in inglese. E non è l'unica,
certo. Vogliamo metterci un po di 'core? Va bene, ed ecco "L' arrotino"
dei Zighi Zog Bau (Martino Acciaro e Giuseppe Caputo, costole di Miranda,
Tanake, Freeto Meesto, tutti gruppi presenti), che come tutti i neonati
fanno un pò di caciara ma in meno di un minuto si calmano. O,
se vi contentate, abbiamo sempre "Solar Anus" degli Zu, che
fa tanto jazz-core from NY, insomma i Naked City senza Yamatsuka Eye.
Perlomeno. L' angolo dell' acustica per Ronin, con una vecchia canzone
anarchica e un vecchio (?) Bugo allo scacciapensieri, che più
che un ospite è un campione.
Il tutto si rivela una piacevole insalata, o forse più un thè,
da gustare con calma ed attenzione, magari mentre la propria mente è
impegnata a viaggare altrove. Complimenti.
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