| LOSING
TODAY. “Ziu Zau” è il frutto di una doppia
collaborazione: quella tra due interessanti realtà come la Madcap
di Treviso e la toscana FromScratch, ma sopratutto tra due one man band,
Pentolino e Littlebrown.
I due gruppi oltre all’autarchia, un approccio scanzonato e l’etica
low-fi, hanno in comune le generalità dei due titolari, entrambe
“Paolo Moretti”, anzi “paolimoretti”. Passando
all’ascolto le similitudini si fermano qui, ma procediamo con ordine.
E’ Littlebrown ad aprire le danze con la bella “Crowing”,
un omaggio alla “Terrapin” di Barrett: stesso incedere ipnotico
ed estraniante, ma al posto di una swinging London al tramonto, c’è
il set unplugged dei Nirvana, con tanto di candelabri accesi e maglioni
infeltriti. “My trips” è una outtake di “The
Piper at the gates...” featuring Johnny Rotten, mentre “Wake
up” è una composizione barrettiana filtrata dalla sensibilità
dei Jennifer Gentle. Ma non fatevi trarre in inganno perché al
di là di alcuni chiari riferimenti la prova di Littlebrown è
ispirata, piacevole ed originale: se la tavolozza è quella di certa
psichedelia, le tinte utilizzate sono varie e ben accostate.
La sesta traccia “Ziu Zau” è una composizione realizzata
in differita telefonica tra i due Moretti, un divertente trait d’union
che introduce alle cinque composizioni di Pentolino.
La telefonata è in realtà un’interurbana dall’altra
parte dell’oceano perché il Moretti toscano si muove su sonorità
più americane, scecherando atmosfere alt country, ricordi blues,
ed elettronica low-fi: un rock minimale e disturbato, sulle orme di un
altro “crazy diamond” come Alexander “Skip” Spence.
Difficile scegliere tra i due Moretti, tra la rilettura della psichedelia
minimale barrettiana e il folk-rock alternativo americano: “Ziu
Zau” sintetizza armonicamente due tra i filoni più prolifici
dell’indie contemporaneo.
VALERIO MINELLI
ROCKERILLA. Due personaggi e uno stesso nome: Paolo Moretti.
Maa fosse solo quella la stravaganza del lavoro che hanno messo insieme:a
cominciare infatti il titolo eponimo-un brano inciso nel corso di un'interurbana
Treviso Firenze!- questa collana di canzoni, o presunte tali, può
a buon diritto presentarsi come un catalogo di delizie e nequizie del
perfetto folk singer postpunk. Un album informato alle asprezze e alle
imperfezioni del suono fai-da-te, una collezione di demo che non potranno
mai evolvere in disco "compiuto". Pena il decadimento completo
e irrimediabile delle loro proprietà organolettriche, dalla non
surrogabile genuinità dei suoni alla collosa patina di demenzialità
che ne avvolge ogni episodio. Discograficamente parlando, una vera e propria
istigazione a delinquere. 7/10 E.Bussolino
ROCKIT. In effetti la curiosità venne anche a
me un giorno. Anch’io andai su Google e cercai di scovare qualche
mio omonimo citato sulla rete. Per vedere quanti ce ne fossero, ed in
che contesti. Ma i risultati sono ben lungi da quelli ottenuti dal Fiorentino
Paolo Moretti, in arte Pentolino, che rovistando nel web ha scovato, tra
latitanti e venditori di pellicce, un omonimo trevigiano quasi coetaneo
che, destino, era un musicista a spasso negli stessi sghembi dintorni
musicali, quel folk lo-fi solipsistico che fa tanto Jandek. E dalla curiosa
coincidenza è nato questo split, coprodotto sotto ogni aspetto.
In copertina i due artisti si sono ritratti a vicenda come specchiandosi,
in scaletta i propri brani si tengono nella propria metà, salvo
fondersi proprio nella titletrack, “Ziu Zau”, concepita al
telefono per un completo trionfo del DIY lo-fi.
Per gli amanti delle curiosità, di Jandek, di quegli oggettini
strampalati che, persi tra gli scaffali delle case più improbabili,
sembrano frutto di piccoli quadretti, storie da Marcovaldo della musica.
di Andrea La Placa
KRONIC. Se ci stiano beccando per il culo non lo sappiamo, ma
pare proprio che Littlebrown e Pentolino rappresentino la spiegazione
elementare di omonimia: il primo si chiama Paolo Moretti, il secondo,
ovviamente, si chiama Paolo Moretti. Ora, che i due si siano trovati e
mostrino palesi affinità elettive appare curioso. Il fatto che
le compagini in campo siano Madcap e fromScratch fa supporre che il mondo
è bello perché strano. Alla fine accettiamo, sorridiamo
e andiamo avanti.
Lo split si basa su cinque brani a testa più uno, a quanto dicono,
realizzato in differità telefonica. Il tutto in un mondo di bassa
fedeltà adorabile per i feticisti del cantautorato (?) sporco e
potenzialmente fastidioso per le masse. Delle masse ce ne sbattiamo, ci
perdoneranno, e godiamo nella giusta misura l’obliquità (brutta
parola, ma altre non ne vengono in mente) visionaria di due personaggi
anti-tempo ed anti-moda, illuminati da melodie personali, contorte eppure
immediate per chi preferisce la purezza (anche ironica) al bel pragmatismo
delle finte osterie di città. Questi sono di campagna, offrono
vino fatto in casa (più alcolico per Littlebrown, e qui lo preferiamo,
legato agli insegnamenti dei nonni quello di Pentolino) e pare si divertano
un mondo. Se permettono ci sediamo al loro tavolo e, tanto per disturbare
il circondario, consigliamo, per l`ultimo bicchiere, qualcosa a caso del
Phil Elvrum di "The Glow Pt.2".
BLOW UP. Un Paolo Moretti di Treviso (Littlebrown) e un Paolo
Moretti di Firenze (Pentolino): se l'anagrafe abbonda di casi di omonimia
con tale combinazione, isolito casomai è il fatto che i duesi riconoscano
anche in una affinità musicale solista e amatoriale, acustica e
stramba. "Ziu Zau" coglie la palla al balzo mettendo le loro
canzoni in un unico CD. L'incontro tuttavia non è diretto: solo
nella titletrack i due entreranno in contatto per eseguire stralci delle
loro composizioni per via telefonica. Da una parte quindi abbiamo Littlebrown
con le sue stralunate lo-fi songs degne di un Syd Barrett che si intrufola
nella cameretta di Kurt Cobain e di Steve Albini. Dall'altra abbiamo Pentolino,
dotato di una scrittura un pò più vivace ma anche egli con
tendenze noise (sia in termini concreti che post-rock) e visionarie.
Nessuno dei due però riesce ancora a lasciare un reale segno della
loro presenza: così, tra tutti i Paolo Moretti che conosco, mi
tengo come preferito l'ex giocatore di basket.
(6) Fabio Polvani
MUSICCLUB. È tempo di split in casa Madcap. A recapitarmi
il tutto è l’amico reverendo murphy. (Fred! Fantastico ricevere
i tuoi doni). Recupero un accendino mezzo rotto e mi stappo tutto contento
una fresca bottiglia di Franziskaner pensando che prima o poi dovrò
pur cominciare a dare una sistemata alla mia stanza. Vado con il primo
classico lungo sorso mentre nel mio imbrattato lettore parte fulmineo
in pole position lo split tra Pentolino e Littlebrown. Dovete sapere che
questi due individui sono segnati da un insolito caso di omonimia. Trattasi
difatti dell’unione tra Paolo Moretti aka Littlebrown, già
da tempo schedato nella mia testa come un raro esponente di un lo-fi bislacco
nonché decisamente simpatico e Paolo Moretti aka Pentolino che
mi giunge invece nuovo direttamente FromSCRATCH. I due firmano un breve
trattato dove addossano colpe e responsabilità ai poveri astri
che da la loro parte s’infuriano giustamente. Questi ultimi però,
ormai gonfi della responsabilità accollatagli, decidono comunque
di chiudere un occhio e dall’alto del loro celeste regno dedicano
a questo matrimonio d’omonimia un delizioso incantesimo. Accantonando
ma non troppo favole e fiabesche novelle mi trovo di fronte un lavoro
sincero, figlio di una coppia che ha trovato nella musica il mezzo più
squilibrato e apparentemente illogico per comunicare la propria ironia
e la presunta voglia di ritornare dei fanciulli spensierati.
MUCCHIOSELVAGGIO. L’antica arte degli split rivive
in questi giorni grazie ai sempre attenti tipi del collettivo Madcap,
che propagandano in questa forma nuove canzoni di due dei suoi artisti
di punta. Father Murphy e LittleBrown. In questa nostra prenderemo in
esame l'alter ego del trevigiano Paolo Moretti che, dopo due buoni lavori
in solitaria (“Some Flying Kisses From A Ground Guitar” e
“Brown’s Dinner Party”), divide la tavola con Pentolino,
alias… Paolo Moretti, ovvero un suo omonimo di Firenze (anche se
il sospetto che si tratti della stessa persona rimane). Uno split (virtuale?)
che si dirama in undici canzoni per mezz’ora buona di musica da
qualche parte tra Jim O’Rourke e Devendra Banhart, dove gli arpeggi
minimali e le atmosfere quasi slow-core lasciano spazio a pesanti drones
di chitarra elettrica e divagazioni al limite della psichedelia. I cinque
pezzi accreditati a LittleBrown sono più intimisti, chiusi su se
stessi e in perenne ricerca di un’esplosione (su tutte indichiamo
“My Piggy Friends”). Più liberi invece quelli sotto
il Pentolino: liberi di spaziare negli scenari distorti di quel folk-noise
che è un po’ la bandiera che il collettivo porta con fierezza
da ormai due anni. Musica non per tutti, ma che bisogna conoscere, almeno
per non lamentarsi sempre di essere il terzo mondo musicale. Hamilton
Santià
KOMAKINO. Littlebrown and Pentolino - Ziu Zau (11tx cd,
34'o2" - mad cap collective / fromscratch 'o6 ) - Non son proprio
sicuro (ok che basta leggere..), ma magari farò errata corrige..
Due ragazzi affetti da omonimia (entrambi all'anagrafe Paolo Moretti)
fulminati da cotanto segno del fato, finiscono in uno split di 5 canzoni
a testa, + una insieme registrata al telefono. Mentre Littlebrown è
un gracido folksinger del lo-fi che si alza la mattina facendo colazione
con la chitarra improvvisando la canzone del giorno (Wake Up), spettinato
e alcolizzato, Pentolino gioca sul lato indie + ricercato, più
attento alla strumentazione, con percussioni minimali e suoni morbidi,
intimista per quanto ironico (o fulminato cantando testi di incontri con
aragoste spaziali - Space Lobsters ). Making a Mess poi ha una bella partitura
per come è articolata. I due potrebbero tranquillamente dividere
il palco, in una notte in tema di no-sense pop e folk rancido. [ vedi
sotto per mp3] // Littlebrown and Pentolino - Ziu Zau (11tx cd, 34'o2"
- mad cap collective / fromscratch 'o6 ) - I'm not very sure about what
i'm writing here, anyway two italian guys, homonym, signed by such so
mark of Fate, are here on a split cd, with 5 songs each, and one together
recorded during a phonecall (!). While Littlebrown is a croaking lo-fi
folk singer, embracing the guitar as He wakes up so to improvise the day
song (Wake Up), uncombed and on alchool, Pentolino plays a more elegant
role, focusing more over the instruments, with minimal percussions and
soft sounds, inmost even if ironic, or - better - struck, seen He sings
of Space Lobsters. - Making a Mess is also a track with a good song-writing,
as it's composed with attention. - These two one-man bands might easily
share the stage, in a night of Music dedicated to no-sense pop and rancid
folk.
IL TIRRENO. Quando si dice che il mondo è piccolo.
S’incontrano per caso e hanno gusti musicali molto simili, tanto
da decidere di collaborare assieme per un progetto comune. Ma le coincidenze
non sono finite, giacché la più gustosa consiste nell’omonimia:
e così i due Paolo Moretti, scelti gli pseudonimi di Pentolino
e Little Brown, lavorano a “Ziu Zau”, licenziato dalle due
etichette From Scratch (Arezzo) e Madcap Collective (Treviso). Uno split-cd
con 5 canzoni a testa e una in combutta, registrata al… telefono.
Folk stralunato e indie-rock stonato in veste lo-fi: questi gli ingredienti
per un dischetto davvero delizioso. Nessuna comunione di nomi, ma solo
d’intenti, per l’altro split da segnalare, “When Ground
Figures Bless In Black Tutus” uscito ancora per Madcap: 3 canzoni
per ciascuno, da una parte Lorenzo Fragiacomo, dall’altra gli amati
Father Murphy - che finiscono per cedere alle lusinghe del cd e rendere
disponibile in questo formato un ep già uscito in vinile. Il primo
s’avventura in territori quasi lounge, molto piacevoli all’ascolto,
mentre per Father Murphy ci sono le solite cupe ballate in chiave psichedelica.
Anche in questo caso, operazione riuscita. GUIDO SILIOTTO
SENTIREASCOLTARE. di Fabrizio Zampighi. Progetto corale
targato Madcap e From Scratch, Ziu Zau raccoglie il contributo di Littlebrown,
aka Paolo Moretti, e Pentolino, aka Paolo Moretti, due realtà distinte
nonostante il palese caso di omonimia, ma paradossalmente unite da più
di un’analogia. A partire dal verbo acustico e meravigliosamente
obliquo che contraddistingue entrambe, linguaggio volutamente lo-fi in
bilico tra psichedelia e luci soffuse, colori cangianti e melodie deraglianti,
riconducibile ad un’estetica barrettiana senza compromessi nel primo
caso, melodicamente più “attraente” e non lontano da
certe visioni alla Goodmorningboy nel secondo.
Cinque le tracce a testa più una in comune , appunto Ziu Zau, quest’ultima
registrata dai due musicisti durante una telefonata. Un modo come un altro
per dirvi - l’avrete capito da soli del resto - che il disco in
questione ha tutto l’aspetto di una produzione per pochi adepti,
per quanto degna di nota e creativamente assai stimolante. (6.9/10)
VELVET GOLDMINE. Little Brown & Pentolino - Ziu Zau
(MadCap Collective/FromSCRATCH, 2006) Paolo Moretti: un unico nome sotto
il quale si nascondono due entità diverse; se vogliamo fonderli
insieme possiamo chiamare Brownino (anche se suona simile a Brian Eno,
non c'entra davvero niente) il risultato. Un mix è stato già
fatto dai sopra citati che, nella traccia numero sei ("Ziu Zau"),
cantano assieme un lo-fi in differita telefonica (uno chiama l'altro ed
allegramente prendono a suonare, non curanti di quello che li circonda);
anche se di Littlebrown avevamo già sentito "My Trips",
tutto il resto è nuovo ed ancora in fermento. Tra muri di chitarre
che annebbiano il parlato ("My Piggy Friends"), l'incedere sinistro
e poi elettrico di "Shoots" è il cambiamento nel corso
delle stesse canzoni ad incollarmi allo stereo ("Wake Up" e
la stessa "Shoots"). Pentolino è tutta farina del suo
Ep "I'm a Super Noiser", che contribuisce a premere l'acceleratore
sul noise e su una psichedelia più o meno vaga. Per il resto non
sarò costretto a dire che le influenze sono di quel pazzo-Barrett
misto ad un Goodmorningboy ispirato dall'america così tanto lo-fi
e grezza; il prodotto è tutto di questi due omonimi e del resto
cosa ve ne importa? Beveteci su mentre ascoltate queste tracce.
MUSICCLUB. Se questo fosse un Paese civile in cui le
Autorità di tutela dei cittadini e della democraticità del
mercato funzionassero, bisognerebbe segnalare subito all’antitrust,
che nel mondo dell’indie italico c’è una label che
da un po’ di tempo a questa parte va stringendo discutibili alleanze
con realtà di altrettanta strapotenza artistica e con il destino.
E’ il caso della MadcapCollective , che insieme alla fromScratch
(già autrice di cose tipo i Miranda: non so se mi spiego!) sembra
voler monopolizzare letteralmente l’attenzione di chi come il sottoscritto
è molto attento a quei dischi che con pochissimo riescono a stupire,
risvegliando nell’ascoltatore la meraviglia di trovarsi di fronte
al gioco musicale. Ciò è successo con il primo, fondamentale
album del Reverendo Murphy, lo stesso succede oggi con questo notevole
split. Split album che segna l’incontro di due singolari personaggi
dai nomi altrettanto strani: LittleBrown e Pentolino, al secolo Paolo
Moretti da Treviso e Paolo Moretti da Firenze. So che la cosa potrà
sembrare incredibile, ma la ragion d’essere di questo disco è
proprio l’omonimia. Volendo infatti il Paolo Moretti altrimenti
noto come Pentolino rispondere all’imperativo socratico del conosci
te stesso, pensò bene di cominciare da internet digitando il proprio
nome su Lycos o su Google (chi non ha mai almeno una votla nella vita
cercato la propria identità su Google alzi la mano! ). Ciò
che ebbe a scoprire però avrebbe segnato indelebilmente la sua
vita. Infatti risultato della ricerca fu che molti fra ricercati, ragionieri
ed allenatori di basket portavano il suo nome, ma fu il Paolo Moretti
altrimenti noto come LittleBrown ad attirare il suo fiuto da segugio.
Scoperte quindi le capacità chiarificatrici che i motori di ricerca
hanno in campo esistenziale e filosofico, il Nostro decise di corrispondere
con l’Altro da sé che portava il suo nome, affinche essendo
anch’egli musico potessere insieme dare vita a questo primo split
album di undici tracce, di cui cinque di produzione pentoliniana, cinque
di produzione littlebrowniana e una in featuring fra i due Paolo Moretti.
Cosa davvero unica ed originale è il fatto che questa fatidica
traccia sia stata realizzata via telefono, in una interrurbana, fra Firenze
e Treviso e credo che nemmeno i più arditi sperimentatori abbiano
osato tanto. Inutile quindi che il sottoscritto si metta adesso a citare
suoni ed influenze, facendo i soliti riferimenti di rito. L’unica
cosa che conta è che questo disco è onesto, vero e creativo
nei suoni come nella grafica e soprattutto diverte con un’intelligenza
sorprendente. Si tratta insomma una deriva minimal-sghembo-acustica in
cui le canzoni tornano al centro di un processo creativo unico e mai banalizzato.
Adesso quindi segnatevi i loro indirizzi web (www.maledetto.it e www.fromscratch.it)
e stampateveli bene in mente: siete ancora in tempo per convertirvi e
la misericordia di queste due divinità della musica aliena vi riconcilierà
con il contemporary sound.
Ian Della Casa
ROCK
ON. Paolo Moretti e Paolo Moretti, quei rari casi di anonimia,
due teste, due anime, due cuori, lo stesso nome, lo stesso spirito interpretativo,
la stessa concezione musicale, il gusto per l’arte, due one-man
band, l’ignoranza di sapersi così vicini, i casi anormali
della nostra vita.
"Ziu Zau" è il titolo del nuovo lavoro targato Madcap
Collective Records e From Scratch Records. Undici tracce, dividersi i
compiti, da una parte Paolo Moretti, aka Littlebrown, disegna e colora
i primi cinque brani, dall’altra Paolo Moretti (l’altro Paolo
Moretti), aka Pentolino, scrive ed interpreta le restanti tracce (“Ziu
Zau” è realizzata, invece, dai due in differita telefonica).
Siamo fra folk, lo-fi e pop psichedelico, il marchio di produzione di
Madcap Collective.
“Ziu Zau” è un album ambizioso, spartano, casalingo,
un delizioso split, l’anticipazione di quello che sarà, molto
probabilmente, il futuro artistico di Littlebrown e Pentolino.
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