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G.Farina (karate) / M. Pupillo (ZU) / M. Zherang – still life with commercials (CD)

€8.00

1. Raids on the unspeakable
2. Neti, neti
3. Sorrows of empire
4. Psychic entanglement
5. still life with commercials 6. Reduced density matrix

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Product Description

ARTISTS: Geoff Farina (karate) / Massimo Pupillo (ZU) / Michael Zherang  ALBUM: still life with commercials YEAR: 2008 FORMAT: CD 

“A three piece with Geoff Farina (ex-guitar player of one of the most influent american bands of the 90s: Karate), Massimo Pupillo (playes the bass with ZU and has been collaborating with the EX, Mike patton, Nomeansno, Melvins) and the jazz drummer Zerang (over 60 releases with some of the most innovative musicians of the international avant scene)”

Geoff Farina, electric guitar / Massimo Pupillo, electric bass / Michael Zherang, drum
enginereed by Matteo Spinazzè at Locomotore, Roma , Italy

artwork by Elena Rapa

REVIEWS:

BLOW UP. Nonostante sarebbe facile immaginarlo, questo trio non raccoglie l’eredità di Karate, Zu o dell’improvvisazione radicale, piuttosto suona come un combo free rock abbandonato nel gelo di una vecchia fabbrica in disuso. Gli echi spettrali di raid on the unspeakable già illustrano chiaramente quale sarà la materia dell’album, centrato su un suono deviante che recupera elementi ipnotici della tradizione africana per collocarli fra la ruggine delle metropoli (gli strumenti a corda trattati come uno mbira in Neti, neti) e digrega la struttura rock in un flusso violento e liberatorio di emozioni (sorrows of empire). L’atmosfera è cupa e gravida di funesti presagi (fatta eccezione per l’episodio della title track), la musica corre sul filo di una tensione costante e gli strumentisti appaiono ispirati. Fra loro, più di tutti sorprende geoff farina, perfettamente a suo a gio nel violentare la chitarra con la lucidità del consumato improvvisatore.
Massimiliano Busti (7/8)
ROCKERILLA. Michael Zerang all abatteria, Massimo Pupillo al basso e Geoff Farina alla chitarra. Il veterano della scena impro e free jazz chicagoana, quel Pupillo che agli Zu continua a dar fede prestando loro strumento e cerebro e, dulcis in fundo, Geoff Farina dei Karate (già avvezzo a frequentazioni col bel mondo del jazz tonitruante USA e con la scena avant capitolina). “still life with commercials” non svirgola punto da quel che ci si aspetterebbe ascoltando un disco del terzetto: tempeste electr-hard sulle quali sdilinquisce la sei corde di farina (raids on unsleakable), free jazz colorito di no(w) wave (neti nei), assalti a la flying luttenbachers degli esordi (il noise jazz di sorrows of empire) e variazioni su questa gamma di assortimenti sonori (le rimanenti tre composizioni del platter)
FREAK OUT. Un progetto condiviso da nomi di tanto spessore suscita determinate aspettative, ma questo trio stupisce e non da nulla per scontato, altrimenti verrebbe meno la loro capacità di sconvolgere l’ascoltatore! Scordatevi dunque Karate e Zu e non pensate all’eventualità di una strana fusione dei due gruppi menzionati, rasettate tutto e cercate ad andare oltre. Oltre in questo caso significa una sperimentazione minimale con un piglio jazz, tagliuzzato e deragliato. Il trio si lascia spesso andare a riverberi umorali che siano inquietanti (“Raids on the unspeakable”) o scheggiati e scandagliati (“Reduced density matrix”). Le arie che emergono non sono mai solari, ma al contrario descrivono un paesaggio crepuscolare o peggio ancora nebbioso, spesso c’è tensione, ma anche le incertezze di sapersi muovere in ambienti poco rassicuranti. Proprio come la società attuale, che non è in grado di dare sicurezze sociali ai suoi cittadini.
Continuant de soigner sa prédilection pour la musique élaborée en trio, le guitariste Geoff Farina (Karate) rencontrait récemment Massimo Pupillo, bassiste de Zu, et le percussionniste Michael Zerang : avec eux, rendait un Still Life with Commercials aléatoire.

GRISLI. Parce qu’il peine à choisir entre grands développements d’une atmosphère aussi ténébreuse qu’électrique et laisser-aller instrumental accomodant les genres avec faiblesse : indus cordial (Raids on the Unspeakable), dub soupçonné allié à un solo de guitare démonstratif mais plus que stérile (Still Life with Commercials). Convaincants par moments minuscules, le trio signe quand même Reduced Density Matrix, œuvre d’un bruitisme engoncé en râles inquiets, convaincant davantage au point que le trio mériterait de s’en inspirer si lui venait l’idée de collaborer encore.

ALLABOUTJAZZ. La ricetta è per palati raffinati e al tempo stesso vogliosi di farsi raschiare: fuori i nomi!Geoff Farina, mente e chitarra dei Karate; Massimo Pupillo, bassista degli Zu e instancabile esploratore di spazi sonici taglienti; Michael Zerang, batterista chicagoano tra i più attivi e influenti.
Un bel power trio, verebbe da dire, se non fosse che, in questa “natura morta con pubblicità,” i tre sanno anche andare oltre l’impatto prevedibile e si mettono a scavare di fino nelle pieghe e negli anfratti della reciproca curiosità. Non c’è molta redenzione nelle sei tracce che compongono il disco, anzi prevale un clima cupo e inquietante, sempre sul punto di sgretolarsi, a tratti claustrofobico come nell’iniziale “Raids on the Unspeakable,” come se Sun Ra fosse stato rapito da un’astronave pirata che incrociava la sua e gettato nelle segrete tra i cavi attorcigliati.
Le armi sono allora quelle del contrattacco, dell’urlo indie che sale da dentro ["Sorrow of Empire"] e che prelude a una riscossa intesa non tanto come possibilità di prevalere, quanto come una modalità dell’esistere, del muoversi in un paesaggio sonoro violentemente fratturato. Se ne esce con i nervi un po’ scossi, ma con più di qualche momento di illuminazione.
Enrico Bettinello
SANDS-ZINE. In discesa negli inferi nella disgregazione metropolitana dell’avant-rock per il tris Farina / Pupillo / Zerang tramite la triangolazione molto harsh chitarra elettrica, basso, batteria. Effetto sorpresa assicurato con “Still Life With Commercials”, che seppur appaia nella forma di diamante grezzo florido di raggi, è un famelico assertore dell’essenzialità (il tutto supera di poco i 37 minuti), assegnandosi così il primo punto a proprio favore. Il dopo dipende esclusivamente dall’esperienza del trio nell’escogitare dentro questo ristretto perimetro una catena di dinamiche così vicine e così lontane a qualsiasi catalogazione di stile. L’opening track, Raids On The Unspeakable, è cupo sgomento in veste di cortina isolazionista, bruciacchiata all’esterno da corde sminuzzate come cipolle di vetro, pietra e acciaio, vilipese e scorticate; il risucchio nel vuoto dei Main con l’improvvisata acustica dei Klaxon Gueule prima gettata. Neti, Neti è fioco pallore ethno (la lead melody della chitarra… orientale? Esotica?) guardato a distanza da poliritmie che sono la summa di Slint e Madre Africa. Sorrows Of Empire è l’esplosione che a questo punto non t’aspetti: collettivismo uk side – Amm e Iskra 1903 – senza chiusure e privo di uno scheletro armonico, il dutch-punk degli Ex che starnazza senza leggi l’in/corporeità ayleriana. Sentire Geoff Farina nelle vesti cerebrali d’improviser è una vera delizia, sanguigno, i suoi soli sono sempre azzeccati e complessi, anche quando trova lo spazio giusto per convergere con gli altri nella old-sincerity del r’n’b (la title track che concede l’idea d’una fumosa jam live), dando gas sull’acceleratore del proprio inconscio black, spronato in sordina dalle dichiarazioni lo-dub del basso di Pupillo. Un Must.

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