V.A.-collisioni-in-cerchio
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Various Artists “Collisioni In Cerchio, fromSCRATCHsessions v.1″ (CD)

€5.00

01.belpaese
02.swear
03.solar anus (slight return)
04.some cake please…
05.l’arrotino 06.2nd step
07.Warso & Ubervixen
08.be your dog
09.Juan
10.Dirk Digler
11.studente
12.My new lifestyle
13.jacopo
14.il galeone
15.Il buco nero di Tortoli

Product Description

A compilation with some of the most interesting artists from italian avnt rock scene of the 2000s, with: 1.jealousy party * / 2.to.the.ansaphone* / 3.ZU / 4.slope / 5. zighi zog bau* / 6.tanake* / 7.twig infection/ 8.miranda* / 9.l’enfance rouge / 10.appaloosa * / 11.cods / 12.uber / 13.can-d* / 14.ronin / 15.freetto meesto

 ALBUM: Collisioni In Cerchio, fromSCRATCHsessions v.1 YEAR: 2003 FORMAT: CD 

recorded by G.Caputo, july 2002, at Villaggio dei Marziani, LaLastra.Firenze.Italia – mixed by G.Caputo, autumn 2002 - recorded in low.di.fi – miranda: g. caputo guitar.voice.loops / g. ragonesi drums / p. carafa bass – graphic design marc*used

flag-ITAL00018 delle 15 traccie contenute in questo primo volume delle fromSCRATCHsessions sono state registrate dai gruppi in un’unica sessione di registrazione.

Abbiamo allestito uno studio mobile di registrazione nel magazzino di una cascina nella campagna toscana. Ad ogni gruppo sono stati dati 2 giorni per registrare qualsiasi cosa volessero, con la possibilità sperimentare e di avvalersi della collaborazione degli svariati musicisti coinvolti nel progetto. Per quindici giorni abbiamo pazientemente documentato tutto quello che veniva prodotto e il materiale più interessante è finito in questo cd, assieme a tracce date da gruppi che riteniamo affini allo spirito dell’etichetta.

L’obiettivo primario delle fromSCRATCHsessions non è solo di raccogliere brani per compilations, ma soprattutto di creare scambi d’idee tra i musicisti coinvolti e aprire “nuove” prospettive musicali.

Queste prime sessions hanno dato vita ad un nuovo progetto, Zighi Zog Bau.

Collisioni in cerchio, collisioni evitate:

ognuna delle bands esprime la propria

individualità e la propria specifica

inventiva senza sovrapposizioni e con

intento propositivo; così trame sonore,

ritmiche e frequenze armoniche, si

arricchiscono senza, appunto, collidere,

ma componendosi e ricomponendosi

liberamente grazie a questa ‘circolarità‘

che è allo stesso tempo visiva (il supporto

sonoro) e uditiva (il succedersi dei vari brani).

Con questo progetto che cerca

di unire libertà creativa, collaborazione

artistica e umana, ci auguriamo di ottenere

consensi sia da parte di chi vorrà ascoltarci, che di

quei gruppi o realtà musicali che si riconoscono

in questa proposta.

 flag-eng8 tracks contained in this first fromSCTACHsessions were recorded with the bands involved in the same recording session.

We prepeared a mobile recording studio in an old warehouse, in the tuscany’s country-side. Every band had two days to record a contribution for the compilation, with the possibility to experiment and create collaborations with the many musicians involved in the project. For fifteen days we patiently documented all the music produced and the most interesting material is now collected in this cd, that contains also tracks of bands near to the label’s attitude.

The main aim of the fromSCRATCHsessions is not only to collect songs for compilations, but to promote ideas’ exchanges among the involved musicians and to open “new” musical perspectives.

These sessions bore a new project, Zighi Zog Bau.

Circular collisions, near collisions:

each band stands out with its own individuality,

creativity and bold innovations.

The resulting sounds, rhythms and

harmonic frequencies are enriched but never collide,

they freely combine and recombine in a circular process,

in an experience both visual (the sound) and auditive

(the succession of the various tracks).

With this project, which is an attempt to join

creative freedom, artistic and human cooperation,

we wish to touch both those who chose to listen to it,

and those bands or individuals who feel they

identify themselves with our proposal.

REVIEWS

Blow up febbraio 2004 – Quindici brani a fronte di altrettante sigle issati in un bel CD dalla confezione cartonata apribile – color avana come la carta da pacchi di una volta, splendida nella sua ricercata semplicità – e dal sottotitolo(fromSCRATCHsessions vol.l) che promette ulteriori battaglie: i ragazzi dell’etichetta fromSCRATCH ce la mettono tutta e riescono a rendere “Collisioni in cerchio” l’ennesima conferma della vitalità della nostra musica.
Più o meno è andata così: più gruppi sono stati invitati in una cascina della campagna toscana per una registrazione fiume con l’obiettivo dichiarato di fornire nuove prospettive musicali attraverso scambi di idee tra i vari musicisti coinvolti, stimolandoli a collaborare tra di loro (a tal proposito viene salutata con orgoglio la nascita del nuovo progetto Zighi Zog Bau, i cui 45 secondi de L’arrotino però sono pochi per metterne a fuoco l’identità). Otto pezzi provengono da una selezione di queste registrazioni, ai quali vengono aggiunti altri sette offerti da nomi affini allo spirito dell’opera.
I nomi: micidiali gli apripista Jealousy Party di Belpaese, parlata a squarciagola coi fiati che starnazzano intorno; i To the Ansaphone rockeggiano nervosi in I Swear, spumeggiami, al solito, gli Zu in Solar Anus-, gli Slope di Some Cake Please, al pari dei Miranda, degli Appaloosa e dei Can-d (rispettivamente autori di Juan, Dirk Digler Jacopo), sono interessanti esemplari di avant-rock preciso e spigoloso; i Tanake di 2nd Step ci sommergono con irrequieti fraseggi strumentali frutto di una tensione sempre misurata; i Twig Infection di Warso & Ubervixen invece con brandelli post; L’Enfance Rouge in Be Your Dog, sfuma Iggy in Lou Reed; i Cods in Studente mettono in campo la consueta magica scrupolosità; gli Uber di My New Lifestyle sorprendono piacevolmente per il contrasto tra la leggerezza dell’esposizione vocale e lo slancio delle trame strumentali; i Ronin de Il galeone provocano gentilmente puntando sulla nostalgia; e infine i Freetto Meesto che nel buco nero di tortoli assalgono con un istintivo e temerario fluire di suoni sconvolti e agitati.
Che altro dire? Centro pieno. Ai lettori consigliamo, oltre all’ascolto di “collisioni in cerchio”, una visita al sito www.fromscratch.it; all’etichetta auguriamo (almeno) altri cento di questi dishi.
(8) Roberto Municchi

RUMORE-febbraio 2004 – Un podere nella campagna toscana, allestito come studio di registrazione e messo a dipsosizione di otto gruppi: nasce da questa invidiabile situazione creativa Collisioni in Cerchio, primo volume delle fromSCRATCHsessions ideate dall’omonima etichetta aretina. Si aggiungono sette bands non presenti ma affini ed il disco è pronto, bello ed omogeneo: vale da sola l’acquisto l’inedita I swear dei ToTheAnsaphone (#138/139 per il loro imperdibile cd), neo-wave di lusso, ma anche il resto dei nomi è da prima pagina dell’underground nazionale più atipico: Ronin (il vecchio canto anarchico Il Galeone in veste strumentale), l’Enfance Rouge (che stravolgono gli stooges), Zu, Cods, twig Infection. Tra i meno noti pollici in su per Slope e Uber.
Andrea Pomini

gonzocircus (bimonthly magazine, holland & belgium)
‘Inside The Whale ’ is het debuutalbum van dit Italiaanse trio,,dat voorheen opereerde onder de noemer Miranda ’s Warn.Ze presenteren zes nummers broeierige en eigenzinnige postrock,met veel tempowisselingen en sporadische zanglijnen.Miranda moet het niet hebben van de binnen het genre stereotiepe noiseuitbarstingen om spanning in hun nummers in te bouwen.Door het toelaten van improvisatie deconstrueren ze hun eigen werkstukken waardoor een claustrofobische sfeer ontstaat. Daardoor bevat deze plaat niet zozeer echte songs maar biedt ze vooral een momentopname.Nooit gedacht dat een Italiaans trio vernieuwend zou zijn binnen de postrock,maar Miranda bewijst het tegendeel.Een voorsmaakje is hun ep ‘Whale Shit ’,gratis te downloaden op de site van het label.
‘Collisioni In Cerchio ’ presenteert een staalkaartje van de Italiaanse underground..Vijftien bands treden aan,waarvan er acht deelnamen aan een speciale opnamesessie georganiseerd door het label, met de bedoeling kruisbestuivingen tussen de diverse deelnemende bands te stimuleren. Het aanbod is heel gevarieerd:er is jazzcore van Tanake ,Freetto Meesto en het altijd indrukwekkende Zu , nowave van To.The.Ansaphone ,slepende mathrock van Slope ,een geniale coverversie van de klassieker ‘Be Your Dog ’ door L ’Enfance Rouge en de openingstrack van Jealousy Party klinkt als David Moss in een rapbui.Het voornoemde Miranda schenkt voor de compilatie een zes minuten durende luistertrip,die niet op hun debuut is terug te vinden.De paar missers die op de plaat staan (drie van de vijftien)doen niet af aan het feit dat dit een boeiende compilatie is die bundelt wat er zich onder het slijm van de Italiaanse charmezangers bevindt.(www.fromscratch.it)
(pb)
SUCCO ACIDO. Nata ad Arezzo come agenzia di booking e management e poi sviluppatasi come etichetta con sede operativa a Firenze, la fromSCRATCH si candida a diventare un importante centro propulsore della scena indie in Toscana e in particolare a Firenze, città che oltre alla carenza di luoghi in cui suonare lamenta proprio la mancanza di realtà (etichette e fanzines) capaci di stimolare le energie creative esistenti. Il primo passo compiuto in tale direzione dalla fromSCRATCH è rappresentato da questa compilation, figlia per metà (8 pezzi su 15) di una sessione di registrazione tenutasi lungo due settimane in uno studio allestito in un casolare della campagna fiorentina. Le otto bands coinvolte, tutte toscane e per lo più fiorentine, sono state libere di assecondare la propria personalità seguendo le traiettorie più disparate, così che si va dal freestyle-rap schizoide dei Jealousy Party al post-rock matematico di Appaloosa e Can-D, passando per il jazz-core dei Freetto Mesto e per la no-wave dei To The Ansaphone (attacco fulminante quello della loro “I swear”). L’esperimento, nato con il preciso intento di favorire forme di contaminazioni artistiche, ha dato i frutti sperati con la nuova collaborazione nata tra Giuseppe Caputo dei Miranda ed il batterista dei Tanake Martino Acciaro (entrambi i gruppi sono presenti nella raccolta con una loro traccia), i quali sotto la sigla Zighi Zog Bau hanno partorito una scheggia rumoristica intitolata “L’arrotino” annunciando fin da ora di voler coltivare questo side-project con la futura produzione di un intero lavoro.
A completare la scaletta di “Collisioni in cerchio” sono stati poi chiamati 7 ospiti estranei alla sessione toscana, ciascuno dei quali ha dato il suo contributo con un pezzo inedito. Tra i nomi illustri spicca quello degli Zu con una b-version di “Solar anus”, ma sono decisamente altri i gruppi che hanno offerto gli episodi meritevoli di segnalazione: prima di tutto gli Enfance Rouge, che rileggono “I wanna be your dog” degli Stooges dopo averla fatta passare alla moviola, poi i lucchesi Uber, che confezionano una lo-fi song a dir poco memorabile, ed infine i Ronin, che propongono una rilettura del canto anarchico “Il galeone” spogliandolo delle liriche e riducendolo a poche note di chitarra suonate da Bruno Dorella con tanto di accompagnamento di Bugo allo scacciapensieri. Gran bella compilation, con l’unico piccolo neo rappresentato da “Studente” dei Cods, una canzone senza infamia e senza lode che riesce a non apparire del tutto fuori luogo solo grazie alla notevole ecletticità del materiale raccolto.
Guido Gambacorta

ROCKIT. Già me li figuro quelli della fromSCRATCH che tentano di venirsene fuori con un’idea per una compilation: perché non raccogliere i gruppi in una bella cascina in Toscana per una quindicina di giorni e porli nelle condizioni di sfornare quello che gli pare, di scambiarsi idee e godere della presenza e collaborazione reciproca? Perché poi, una volta registrato il tutto, non scegliere il meglio da questa sessione e metterlo, insieme a tracce di gruppi che condividono le stesse sonorità, nella prima compilation della casa?
Insomma, detto fatto pare! Trovata la cascina (Podere S. Giuseppe di Nipozzano, per chi volesse improvvisarsi pellegrino), arruolate 8 band (anzi 7, visto che l’ottava – gli Zighi Zog Bau – ha preso forma proprio da quest’incontro) e allestito uno studio temporaneo… si parte! E via di sperimentazione, noise, rock, post-rock, jazz, elettronica, rumorismo, rap, marmellata… insomma c’è di tutto, e prestar orecchio è d’ obbligo.
Ogni singolo brano si fa apprezzare in questa deliziosa vetrina, ma concedetemi di fare qualche nome; “Belpaese”, ad esempio, che apre le danze, è subito fantasmagoria sonora. I Jealousy Party, invece, spiazzano per originalità ed eclettismo, tra il rap alla Zulu dei 99 Posse, il rumorismo jazz, l’umorismo demenziale e l’elettronica. Un must.
Gli Zu ci presentano “Solar anus”, una cartolina di 2’ dal passato, con il loro jazz-core che ci fa ricordare i mai troppo compianti Naked City di John Zorn e soci, mentre L’Enfance Rouge ci regalano la più scura e sinuosa versione di “I wanna be your dog” degli Stooges che mi sia capitato di incrociare. Ovvero basso, elettronica ed una minacciosità opprimente, praticamente perfetta.
Gli Uber portano una canzone davvero bella tra sax, voce stonata e trame circolari, al contrario di Ronin, in compagnia di Bugo allo scacciapensieri, che se ne viene fuori con un vecchio canto anarchico italiano in versione acustica.
L’ascolto di questa prima sessione della fromSCRATCH si rivela così un’altalena per il cervello; non solo un vero toccasana, ma anche un’ottima occasione per assaggiare i tutti questi nomi di cui si fa un gran parlare anche sulle nostre pagine. Certo non la si può raccomandare a chi non gradisce le cose genuinamente storte, ma questa compilation non può assolutamente mancare a chi di voi si professa amante del rock alternativo, delle sperimentazioni, delle cose ‘cervellotiche’, dell’arte, della musica italiana, quella sotterranea (come i tartufi) e più in generale della libertà e della voglia di esprimersi.
di Andrea La Placa

KATHODIK. Lontano dalla retorica del declino e da apocalittiche dichiarazioni di impotenza esistono ed operano nel “belpaese” (più o meno quello amabilmente canzonato dagli autori dell’omonimo brano iniziale, i Jealousy Party) delle realtà produttive che rimediano alla forzata assenza di copiose prebende con degli strumenti infallibili: ovvero il buongusto e l’intelligente intraprendenza. La fromSCRATCH, etichetta di Arezzo, è una di queste entità benemerite: nel caso specifico di questo CD, “Collisioni in cerchio: from SCRATCHsessions vol.1”, i compilatori hanno svolto in otto dei quindici brani presenti una vera e propria funzione maieutica – allestendo uno studio mobile nel magazzino di una cascina nella campagna toscana; le note del “foglio” facente parte della eccellente confezione realizzata con una carta che ricorda quella dei pacchi d’una volta (complimenti ad A. Frassanito) ci informano: “ad ogni gruppo sono stati assegnati due giorni per registrare qualsiasi cosa volessero, con la possibilità di sperimentare e di avvalersi della collaborazione dei musicisti coinvolti nel progetto” – e di stimolo (un gruppo è nato “ex-novo” da queste sessioni, gli Zighi Zog Bau della fulminante L’arrotino).
Certamente le multiformi note scaturite dalle sessioni (e quelle dei sette brani scelti per ulteriore “accompagnamento”) esprimono bene qual è lo spirito e l’ambito d’azione della “label”: ovvero la certosina ricerca che tenta di unire la complessità inevitabile dei suoni degli anni Duemila con una franchezza ed una ironia che triturano ogni velleitarismo “intellettuale”. Intendiamoci, nelle sonorità acide e spigolose del sassofono di Andrea Caprara dei Freetto Mesto (nella conclusiva, minacciosa Il buco nero di tortoli) o nel basso imperioso di Ivan Turinelli degli Slope (che carica di ricordi “wave” Some Cake Please, evocatrice con le sue atmosfere di ben più temibili compagni di merende…), solo per fare due esempi, non vi è alcuna concessione alla “facilità” (o faciloneria) dell’ascolto, ma nemmeno il cedimento a gratuite astrusità o avanguardismi; piuttosto l’espressione di una furia controllata, fino agli estremi margini dell’esplosione.
In altro senso, la presenza di una versione di Solar Anus degli Zu (è sempre un piacere ascoltare la ritmica Battaglia/Pupillo e soprattutto il sassofono baritono di Luca Mai) è indicativa di una perspicua (seppur non totalizzante) tendenza al rovello strumentale (ma potremmo citare i ferrati Tanake di 2ndStep o gli elaborati ed insinuanti Miranda di Juan, oppure gli Appaloosa di Dirk Digler e i Can-d di Jacopo); non mancano tuttavia visioni stravolte di immaginari “rock” – l’incisiva stilettata I Swear degli To The Ansaphone, l’introverso “mood posthardcore” Warso&Ubervixen allestito dai siciliani Twig Infection, l’oscura rivisitazione stoogesiana condotta dagli esperti L’enfance rouge in Be Your Dog – e chi tenta di conciliare gli stilemi sopraccitati, riuscendovi mirabilmente (gli Uber di My New Lifestyle soprattutto, ma anche i Cods nella salace Studente). È poi sempre un piacere incrociare le strade di Ronin (alias Bruno Dorella, tra le altre cose eminenza grigia dell’etichetta Bar La Muerte e chitarrista/bassista/percussionista negli OvO, qui accompagnato da Bugo allo “scacciapensieri” in una rilettura acustica del “tradizionale” Il galeone) e di Edoardo Ricci, multiforme suonatore di strumenti a fiato (nei già citati Jealousy Party): davvero musicisti rocciosi.
In conclusione, un’operazione riuscita ed una dimostrazione di genuino spirito umanistico (i conterranei illustri, maestri dell’Umanesimo e del Rinascimento, avrebbero di sicuro apprezzato).

MUSICCLUB. Seconda uscita per la giovane fromSCRATCH Records (il debutto lo si era avuto con il positivo disco dei Miranda) ed ecco che la label di Arezzo ci serve sul piatto un buon antipasto misto (per me vegetariano, grazie!). Le band coinvolte nell’operazione sono quindici, di diversa estrazione sonora (pur se l’emisfero generico è comunque quello del rock nelle sue varie sfaccettature, con qualche diramazione “core”, post o free che sia). Sette gruppi hanno fornito contributi inediti in proprio; sette si sono ritrovati in una cascina della campagna toscana adibita a studio di registrazione e hanno inciso lì i pezzi. Il nome rimanente (ovvero Zighi Zog Bau) è nato nel corso di questa “comune musicale”. Preso atto della genesi che ha portato alla nascita di ‘Collisioni In Cerchio’ veniamo alle formazioni coinvolte e stiliamo la consueta graduatoria di preferenza personale. I gruppi, senza distinzione di genere o anzianità, che più si distinguono per il contributo fornito sono (in ordine di apparizione): Zu, Slope, Tanake, Twig Infection, L’Enfance Rouge (ottima la loro rilettura di ‘I Wanna Be Your Dog’), Miranda, Appaloosa e Can-D. Per maggiori dettagli sui singoli pezzi vi rimando direttamente al sito (www.fromscratch.it), dove sono stati perfettamente descritti e presentati.
Roberto Michieletto

COOLCLUB. Veramente interessante questa compilation “collisioni disturbate” una bella idea venuta a from Scratch records che ha preso una cascina in Toscana, ci ha messo dentro uno studio mobile, poi ha scovato un bel po’ di pazzi e ce li ha buttati dentro. Unica regola: due giorni a testa per registrare in assoluta libertà. Oltre al risultato di quindici giorni di registrazione ci sono altre sette brani inediti.
Il risultato: 15 tracce che ci offrono una panoramica su quanto di bello e sperimentale si può fare e si fa in Italia. Un’occasione per avvicinarsi a un microcosmo sconfinato, un interessante unione di stili eterogenei che incontrandosi in un luogo fisico hanno potuto fissare in un luogo ideale, il pentagramma (ma non credo che ne abbiamo usati) la testomonianza di quello che è stato anche fusione, confronto, improvvisazione. Ed ecco allora documentati sullo stesso cd avant rock, jazz-core post-noise enfance rouge, avant-rap, no-wave, math-rock. I gruppi inseriti sono:JEALOUSY PARTY, TO.THE.ANSAPHONE, ZU, ZIGHI ZOG BAU,TANAKE, TWIG INFECTION, L’ENFANCE ROUGE MIRANDA, APPALOOSA, CODS, UBER, CAN-D, RONIN, FREETTO MEESTO. Un disco consigliato a tutti gli esploratori della musica.
Osvaldo
kronic- Idee in musica “Collisioni in Cerchio” è il primo capitolo delle fromscratchsession, idea nata dalla label fromsSCRATCH che rielabora e supera il consueto concetto di compilation, nel tentativo di individuare, tramite i musicisti coinvolti, nuovi orizzonti sonori. Così è stato allestito uno studio mobile in una cascina della campagna toscana ed ogni gruppo ha avuto due giorni a disposizione per registrare, sfruttando, a volte, altri personaggi coinvolti nel progetto. Dopo quindici giorni sono usciti otto brani, a cui ne sono stati aggiunti altri sette realizzati da formazioni che, per dna, possono essere ritenute affini all’idea di musica dell’etichetta aretina.
Apprezzabile l’impostazione, quindi, e più che discreto il risultato ottenuto. Su tutti i sempre ottimi To[the]ansaphone, impegnati in una “I Swear” tiratissima ed accessibile sin dal primo ascolto, ed i Miranda, con una “Juan” perfetta nel confermare quanto di buono è stato detto sino ad oggi su di loro. Scontato il plauso per la follia a tinte jazz degli Zu (“Solar Annus (Slight Return)”) e per il rumorismo dei catanesi Twing Infection (“Warso & Ubervixen”), mentre sorprendono, molto positivamente, gli Slope con il math fra Shellac e Don Caballero di “Some Cake Please…”. Ma il vero manifesto di “Collisioni in Cerchio” è forse “L’arrotino” degli Zighi Zog Bau: un duo nato casualmente durante le sessions (e proprio per questo figlio legittimo dell’operazione) che regala pochi secondi noise di alta qualità destinato, ci auguriamo, ad un più preciso approfondimento in futuro.
Il nostro appoggio alle fromscratchsession è decisamente incondizionato: ottime formazioni e ottime idee che potrete fare vostre visitando il sito della fromSCRATCH (www.fromscratch.it) al modico prezzo di nove euro (e sono anche comprese le spese di spedizione).
(27/1/04) marco Del Soldato

KOMAKINO 12-Feb-2004 11:02 PM – // VV. AA. – Collisioni in Cerchio (15tx cd – 53’56” From Scratch rec ‘o4) – It’s hard to spread samplers/compilations, especially in italy for Indies, and it’s also hard to talk about a new release, because usually one song is not enough. Anyway, as trying to find an answer about how many folks will buy it/what can i write about it? it’s already time for a brand new From Scratch rec’s work: last year the label set a recording studio in a old house in Toscana country, and gave the chance to some Bands to record everything they wanted to, – so You find here best eight episodes, togheter with seven unreleased tracks from less unknown Bands for our local indie scene. First play is for Jealousy Party, completly mad and absurde, whether as regards schizoid acid-jazz stained with electronics, whether lyrics (in italian), a brilliant monologue, bringing memories of famous early ’900 actor Ettore Petrolini; as many signs of eclectic hysterical free jazz coming from Zu, or else, our koma_beloved Freetto Meesto, or meteor improvisation Zighi Zog Bau, – then sounds slide on free and talented guitar jazz with Tanake, Twig Infection in matrix Unwound (excellent with Warso & Ubervixen!); postrock echoes with Miranda (reviewed on some koma’s ago), then Uber in loser key, or Can-d and Slope in a noisy one. Track 2 is for To The Ansaphone, between new_ and no_wave (You’d well love Them if You already appreciate Erase/Errata), – and then instrumental math with two bass guitars with Appaloosa. Outsiders, Ronin, exploit of Past sounds (and instruments) coming from Sicily, the Cods, classic rock noise, sung in italian, and then L’Enfance Rouge, covering Be Your Dog. – 9 euro for this CD!
::::::::::….
paolo

TAXIDRIVER.IT – La vitalità della scena math-rock / jazzcore italiana è testimoniata da questa compilation della FromScratch. Similarmente alla compilation uscita in questi giorni della Psychotica (Fragments), “Collisioni In Cerchio” contiene il meglio della scena. Stiamo parlando di realtà più o meno underground, più o meno note, ma tutte ugualmente interessanti. Particolarità di questo disco è il metodo di registrazione. 8 delle 15 canzoni qui incluse sono state registrate in due giorni in uno studio mobile nel magazzino di una cascina nella campagna toscana. I gruppi potevano decidere di collaborare con altri musicisti coinvolti nel progetto. Il risultato testimonia quest’aria di libertà e di improvvisazione. Ma anche le band non coinvolte nelle sessions regalano brani di assoluto spessore e grande apertura mentale. Fra questi gli onnipresenti Zu, Ronin e Cods. Segnaliamo anche Jealousy Party, Zighi Zog Bau, Miranda e Appaloosa. Gli appassionati del genere dovrebbero comprarlo a scatola chiusa, tutti gli altri potrebbero scoprire un mondo sotteraneo estremamente vitale.
[Dale P.] MOVIMENTA. Prendiamo in mano Collisioni in cerchio, e leggiamo all’interno: “Abbiamo allestito uno studio mobile nel magazzino di una cascina nella campagna toscana; ad ogni gruppo sono stati assegnati due giorni per registrare qualsiasi cosa volessero, con la possibilità di sperimentare e di avvalersi della collaborazione dedi musicisti coinvolti nel progetto. Per quindici giorni abbiamo pazientemente documentato tutto quello che veniva prodotto, e il materiale più interessante è finito in questo cd, assieme ad altre sette tracce inedite di gruppi che riteniamo affini allo spirito dell’etichetta.” Una sorta di All tomorrow parties italiano, realizzato con lo spirito delle Fishtank sessions, in sostanza. I brani, quindici in totale, che vanno a comporre la raccolta, sono molto eterogenei in quanto a sonorità, e se la cosa non vi disturba, le vostre orecchie potranno solo che rallegrarsene. Eccoli dunque, i suoni del primo volume di fromSCRATCH sessions: il jazz – quello sconclusionato, chiacchierato, privo di qualsiasi schema dei Jealousy party, quello noir e carico d’atmosfera dei Tanake, che tirano fuori uno dei pezzi più belli dell’intero cd, l’ennesima geniale scheggia impazzita degli Zu, a cui fa eco in chiusura un altro divertente brano dei Freetto Meesto. Il post-rock – quello dei Miranda, una volta ancora un passo avanti rispetto a tutti gli altri, quello degli Slope, che saranno una gran bella sorpresa per chiunque non abbia ancora sentito parlare di loro, mentre gli Appaloosa, pur bravi a creare tensione con l’intreccio dei due bassi, propongono un pezzo troppo ripetitivo per convincere appieno; e ancora, un brano strumentale per i Can-D, costruito su un irresistibile gioco di pause e ripartenze. Troviamo inoltre un progetto nato proprio durante le sessions, Zighi zog bau, gioco noise in 46 secondi di follia – e a proposito di noise, un bel pezzo ce lo propongono i Twig infection. Ed ancora, pescando qua e là, segnaliamo che è degli Uber la canzone più bella di tutta la raccolta, un riuscitissimo incontro/scontro tra voce stonata con melodia sbilenca e chitarre angolari e chicagoiane, e che nel brano dei Cods la melodia è contagiosa come non mi capitava da tempo di ascoltarne; e rimane ancora una manciata di brani che vi invito a scoprire da voi…
di Gilles Nicoli [slippy

DRIVEMAGAZINE Fra i tanti modi per poter promuovere alcuni fra i nostri gruppi indie/alternative rock più interessanti, la giovane etichetta fromScratch ha scelto quello più curioso ed originale: allestire un’improvvisato studio di registrazione all’interno di una cascina a Nipozzano, nei pressi di Firenze, e dare due giorni di tempo ai vari gruppi per suonare e registrare quello che volevano, in piena libertà. Alla fine, sui quindici brani presenti nel cd, otto sono sono stati registrati in un’unica sessione. L’impressione di caos ed anarchia sonora che può derivare da un simile esperimento è ben rappresentato dalla traccia d’apertura del cd, la frenesia rap demenziale del “Bel Paese”, con tanto di fiati suonati da Edoardo Ricci, oppure ancora dall’oscuro jazz-core sonnambulo dei fiorentini Tanake con la loro 2nd Step, forse il risultato migliore ottenuto dalle “Nipozzano sessions”, tenute il giugnodel 2003, seguiti dai Miranda di Juan, un pezzo post/noise rock misterico ed allucinato, non privo di qualche interessante suggestione acida, in linea con quanto dimostrato nel loro cd d’esordio Inside The Whale. Ad di fuori delle registrazioni tenute a Nipozzano, sette altri bei nomi dell’underground italico, fra cui Zu, Slope e Twig Infection, hanno fornito il loro valido contributo per la realizzazione del cd: gli Zu propongono un brano registrato nel 2001 Solar Anus (slight return), al solito, distruttivo e nichilista, mentre l’atmosfera noir e decadente, sospesa in più di un pezzo di Collisioni In Cerchio, culmina nella Be Your Dog dei L’Enfance Rouge, un’inquietante e sensuale rilettura di un vecchio classico degli Stooges, e nell’enigmatiche progressioni geometriche degli Slope in Some Cake Please…
Giovanni Carta

Post it.
I. Quindici gruppi nostrani mettono in discussione le proprie musiche nella cornice di un delirante ciclo di sessions all’insegna della sperimentazione, dell’ironia e del polistrumentismo.
Prestano le proprie formule all’esperimento firmato “FromScartch” band appartenenti ai generi più disparati, e breve è il passo dal free jazzz divertito e sarcastico su vizi e virtù del nostro “Bel paese” dei Jealous party, al caotico magma sonoro dei romani Zu che prende il bislacco nome di “Solar Anus”. In mezzo galleggiano le più educate prove post di Slope e mirando, l’attacco distorto e disturbante dei Twig Infection, le tinte fosche de L’Enfance Rouge, lo strumentale rock’n'roll sbilenco degli Appaloosa e dei Cods prossimi ad affinare la forma canzone.
Sotto mentite spoglie si presta al gioco anche il tanto blasonato Bugo, che qui firma, insieme a Bruno Dorella, sotto il nome di Ronin, la malinconica cantilena pseudo western di “il Galeone”.
Quindici tracce in tutto, il risultato di un incontro scontro tra artisti con linguaggi e mondi di riferimento diversi, che contribuiscono a ribadire l’indiscutibile fermento creativo italico.
marianna
II. Prendere sette band e chiuderle in una cascina per quindici giorni, registrare quello che riescono a produrre anche grazie al clima ed all’aiuto reciproco, accogliere l’ottava band partorita nella vacanza (Zighi Zog Bau, certo che di funghi velenosi ne crescono di grossi in Toscana…) e poi pubblicare il tutto condito con tracce da altri gruppi italiani affini.
Ecco il concetto dietro alle sessioni della fromSCRATCH. Post rock noise jazz, quattro parole che inquadrano in genere il materiale, anche se non mancano deviazioni più o meno nette, come il poliedrico rap dei Jealousy Party (se rap si può definire…) in apertura, spiazzante carosello elettro-rumorista, o anche la scurissima e minacciosa versione basso-voce-elettronica di “I wanna be your dog” proposta dai L’ Enfance Rouge. Nomi conosciuti aleggiano intorno, To.The.Ansaphone, Appaloosa, Slope, Twig Infection tanto per citare a caso. Voglia di fare e di farsi sentire, voglia di approcciare la musica e di giocare con le possibilità, pur rimanendo, spesso, in territori conosciuti.
Canzoni? Anche, guarda un po’, “Studente” dei Cods dovrebbe proprio rendere l’ idea, e finalmente in italiano, in mezzo ad un genere che, quando parla, lo fa di nascosto ed in inglese. E non è l’unica, certo. Vogliamo metterci un po di ‘core? Va bene, ed ecco “L’ arrotino” dei Zighi Zog Bau (Martino Acciaro e Giuseppe Caputo, costole di Miranda, Tanake, Freeto Meesto, tutti gruppi presenti), che come tutti i neonati fanno un pò di caciara ma in meno di un minuto si calmano. O, se vi contentate, abbiamo sempre “Solar Anus” degli Zu, che fa tanto jazz-core from NY, insomma i Naked City senza Yamatsuka Eye. Perlomeno. L’ angolo dell’ acustica per Ronin, con una vecchia canzone anarchica e un vecchio (?) Bugo allo scacciapensieri, che più che un ospite è un campione.
Il tutto si rivela una piacevole insalata, o forse più un thè, da gustare con calma ed attenzione, magari mentre la propria mente è impegnata a viaggare altrove. Complimenti.

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