|
|
PRESS:::per
recensioni o interviste / for reviews of interviews
mail to press(at) fromscratch (dot) it |
:::album
title ::: |
RECENSIONI
REVIEWS |
press
sheet |
aavv
- "collisioni in cerchio - fromscratchsessions
vol.1" |
|
|
miranda
"inside the whale" - 2003 |
|
|
miranda
"whale shit" - 2003 |
|
|
miranda
"rectal exploration" - 2006 |
|
|
miranda/the
Creeping nobodies
"split cd" - 2007 |
|
|
neo
"la quinta essenza della mediocrità"
- 2005 |
|
|
Pentolino/littlebrowno
"ziu zau" - split cd - 2006 |
|
|
Republique
du sauvage
(l'Enface rouge+ les hurlments d'Leo- 2007 |
|
|
uber
"my new lifestyle" - 2004 |
|
|
|
|
|
Interviste
a fromSCRATCH: |
|
|
|
LIVE
REPORTS::: |
|
|
MOVIMENTA
VS fromSCRATCH
NOME LABEL E ANNO DI NASCITA
fromSCRATCHrecords, anno 2002
- GENERE
post-songs, experimental(!?!), tutto fuori dall'ovvio
- PROVENIENZA
Sede operativa: Firenze. Origini, varie: calabria, puglia,
sardegna, toscana...
- DA COSA E' NATA L'IDEA DI APRIRE UNA LABEL?
produrre cose che ci piacciono e che altrimenti pochi
avrebbero l'occasione di ascoltare
- LE TUE 5 LABEL PREFERITE
cazzo! solo 5? touch & go, 1/4 stick, jade tree,
southern e wallace records!
- POTENDO REALIZZARE UN SOGNO, QUALE BAND TI PIACEREBBE
AVERE SOTTO LA TUA LABEL?
gli Slint!
- COM' E' LO STATO DELLA SCENA INDIPENDENTE IN ITALIA?
A parte poche interessanti realtà, mi sembra
che sia pessimo. Le etichette piccole producono poco
ed in condizioni assurde, tanto che tenere su una label
è un lusso. Sono pochi i locali coraggiosi disposti
a proporre gruppi musicali non allineati al mainstream.
I distributori sono poco specializzati sul mercato indipendente
e nella maggior parte dei casi distribuiscono di tutto,
contribuendo solo a creare caos negli ascoltatori.
- INTERNET STA UCCIDENDO LE LABEL E LA MUSICA?
direi che interenet ha aperto possibilità prima
inimmaginabili ed ha ridottofortemente i costi. |
TOSCANA IN CONCERTO VS fromSCRATCH
1-) Data di nascita dell'etichetta ?
Novembre 2002
2-)
Qual' è stata la scintilla che vi ha portato
a fondare una etichetta indipendente?
La cosa è iniziata quando Alez Frassanito ha
deciso di creare fromscratch come agenzia di booking
per miranda, slope, appaloosa, can-d e totheansaphone,
cui poi si sono aggiunti tanake e di recente uber e
asscult press.
A quel punto il sottoscritto, Roberto e Maurizio dei
tanake, abbiamo deciso di unirci a lui per occuparci
anche di produzione.
Ora le strade con i tanake si sono separate, per cui
siamo rimasti io e alez più tanti altri amici
che ci danno una mano.
Insomma storia abbastanza travagliata... L'idea resta
quella di documentare e supportare musiche che riteniamo
originali e fuori dal coro...
3-)
Come avviene la ricerca ed il reclutamento delle vostre
band, quali canoni devono seguire x piacervi?
Non
cerchiamo e non scopriamo bands promettenti. L'idea
è di avviare collaborazioni prima umane e poi
musicali con gruppi e musicisti, il resto nasce naturalmente.
Capita spesso di rapportarci con gruppi che ci piacciono
musicalmente ma con cui non ci sono altri tipi di affinità,
con cui non scatta la scintilla e in questi casi di
solito non se ne fa niente.
Insomma non siamo talent scouts, siamo solo appassionati
di musica che si danno da fare per promuovere realtà
che ritengono valide.
Tutto qui.
4-)
Cercate di riassumere le vostre band, parlatene un po'.
Inizio con i Miranda (in cui suono chitarra e voce).
I riferimenti sono al post-noise di gruppi come 90 day
man del primo album, agli unwound e simili. Anche se
ora sono in corso grossi cambiamenti per l'entrata nel
gruppo di un nuovo batterista (Nicola già con
i Toy Koe), i pezzi saranno + corti e più folli.
Inside the whale è stata la prima produzione
di fromscratch.
I Tanake hanno costituito una grossa parte della breve
storia di fromscratch, purtroppo per svariate divergenze
più personali che musicali, sono usciti.
Comunque sono una delle migliori jazzcore band italiane.
Gli Uber, ultimi arrivati, fanno una fantastica miscela
tra quadrature post-rock chiacagoane e melodie sghembe
alla joan of arc. Penso che saranno la nostra prossima
produzione.
I can-d. non so se riuscirammo mai ad incidere un album,
hanno i loro tempi... fanno un no-wave punk melodico,
esilarante e divertente. Inoltre dal vivo hanno un performer
(Davide) che si diletta con balli e spogliarelli. Dal
vivo vi assicuro che sono imperdibili.
Gli Slope spero riprendano a fare concerti quanto prima,
sono alle prese anche loro con cambio di formazione
(sostituiscono il chitarrista con un pianista). Ancora
non ho sentito niente delle cose nuove, quindi non so
cosa ci proporranno...
I Totheansaphone sono il miglior gruppo no wave italiano
(non sono solo io a dirlo) e fanno il culo anche a diversi
gruppi americani.
5-)
Oltre a quello strettamente discografico, quali aspetti
curate dei vostri gruppi? Grafica del disco, booking
etc etc?
Quello
live innanzitutto. Alez fa un grosso lavoro per trovare
concerti dal vivo. Ti assicuro che non è facile
suonare in Italia. Nonostante di solito siamo disposti
a spostarci per cachet insignificanti è dura
trovare concerti.
Inoltre Alez organizza piccole performance elettroacustiche
e mostre alla nostra sede di Arezzo, tutti venerdì
sera per la serie "A BASSO VOLUME".
Io invece mi occupo dell'ufficio stampa e della produzione
vera e propria. Non abbiamo uno studio (anche se con
il tempo lo avremo) quindi di volta in volta cerchiamo
qualcuno che ci ospiti nel suo magazzino o stalla per
registrare. Stiamo cercando una stalla per prossime
registrazioni congiunte miranda/totheansaphone...
Le fromSCRATCHsession (da cui abbiamo tratto materiale
per collisioni in cerchio) le abbiamo fatte nel magazzino
di casa di andrea (sax nei tanake), il cui apporto è
stato essenziale per la riuscita del lavoro.
Per l'aspetto grafico di volta in volta vediamo chi
se ne occupa, se noi o il gruppo...
In
definitiva cosa offrite alle bands?
Al
momento siamo in grado di produrre o coprodurre il loro
lavoro (dando anche una mano per registrazione e missaggi),
promuoverlo e fare loro booking.
Ci sforziamo di dare una mano su tutti gli aspetti,
perciò preferiamo avere poche bands...
6-)
La fromscratch ha delle priorità particolari
riguardo ad alcuni generi, oppure niente riserve basta
che chi ho davanti dia emozione?
Nessuna
preclusione per generi e penso che la nostra prima compilazione
"Collisioni in cerchio" lo dimostri.
Ci piace la musica intelligente.
L'essenziale è che ci siano delle buone ideee
(merce rarissima!).
7-)
Quali sono le etichette internazionali e nazionali che
stimate?
jade
tree, touch & go, dischord, constellation, skin
graft, ecc.
Tra le italiane wallace, bar la muerte, burp, psychotica,
raving records.
8-)
Spese di un'etichetta indipendente; se volete, parliamo
di cifre da sostenere.
Il
disco di solito lo registriamo noi, non abbiamo soldi
per uno studio. Questo ci permette di lavorare con calma
e senza ansie da prestazione (ah ah).
Per stampare un disco ci vogliono circa 1200/1400 euro.
aggiungi qualche centinaia di euro per spese di promozione.
Al momento non facciamo pubblicità.
Il resto si basa sull'aiuto volontario e gratuito di
amici e conoscenti...
9-)
Dedicherete le vs energie solo alla musica italiana,
oppure siete aperti a collaborazioni europee?
Siamo
aperti da questo punto di vista. per ora però
lavoriamo con musicisti che conosciamo bene e che sono
geograficamente vicini...
10-)
Progetti futuri?
Un
disco a due mani che vede coinvolti miranda e totheansaphone.
Ancora non sappiamo se sarà un disco registrato
dal vivo o in studio.
Sarà il secondo volume dell fromSCRATCHsessions,
il primo esce ora e vede la partecipazione di enfance
rouge, zu, tanake, freetto meesto, twig infection, miranda,
jealousy party, uber, ronin e cods, totheansaphone,
can-d, Zighi Zog Bau, appaloosa e slope.
Poi è in definizione l'uscita dell'esordio discografico
degli Uber.
11-)
Quando non ascoltate musica per lavoro, cosa ascoltate?
Diciamo
innanzitutto che non ascoltiamo musica per lavoro, perchè
l'etichetta è un hobby e spero rimanga sempre
tale.
Personalmente nell'ultimo periodo sto ascoltando molto
alan lich, gli us maple, i need new body, i wilco, velvet
underground, miles davis, rechenzentrum, skatalites,
ornette coleman, the ex.
Avrai capito che non ho molte preclusioni di genere...
|
fromSCRATCH VS Etero Genio (Sands-zine.com)
fromSCRATCH, i due soci ci tengono che venga scritta così,
è una fra le più interessanti giovani etichette
italiane. La compilation “Collisioni in cerchio”,
con il suo girovagare fra le varie espressioni della musica
indipendente, mostra senza equivoci lo spirito libero
che anima i curatori. Al suo interno trovano rifugio vecchi
‘rocker’ come François R. Cambuzat
(L’Enfance Rouge) e nuovi ‘popper’ come
Christian Alati (Cods), passando attraverso celebrità
e outsiders che hanno i nomi di Jealousy Party, To The
Ansaphone, Zu, Slope, Zighi Zog Bau, Tanake, Twig Infection,
Miranda, Appaloosa, Uber, Can-d, Ronin e Freetto Meesto.
È evidente il tentativo di non chiudersi dentro
a steccati di nessun tipo, da una parte, e di raggiungere
il più ampio pubblico possibile attraverso la varietà
degli stili presentati, dall’altra, pur rimanendo
le varie proposte circoscritte ad un ambito che possiamo
genericamente definire come indie-rock (sempre con le
dovute eccezioni). Più della metà dei brani
sono stati registrati espressamente per questo CD in apposite
sedute di registrazione organizzate dall’etichetta
stessa.
Due dei gruppi presenti nella compilation, Miranda e Uber,
li ritroviamo nelle prime uscite personalizzate che l’etichetta
pubblica nel 2003 e nel 2004: “Inside The Whale”
e “My New Lifestile”. I due gruppi possono
essere ricondotti entrambi ad una generica definizione
di indie-rock chitarristico, eppure sono diversissimi
l’uno dall’altro. I Miranda, guidati dal chitarrista-cantante
Giuseppe Caputo (una delle due facce che si cela dietro
fromSCRATCH), distendono la loro musica in nervose ballate
elettriche mentre gli Uber tessono strutture reiterate
che mi hanno fatto venire in mente i Kilkenny Cats (un
oscuro gruppo che negli anni ’80 pubblicò
un LP ed un miniLP su Coyote e Texas Hotel), e naturalmente
si tratta di un riferimento creato dal minimalismo implicito
alle strutture ché l’estetica musicale è
ben diversa. Direi che un punto fermo per entrambi i gruppi
possa essere visto negli intrecci chitarristici dei Television
e nei loro vari derivati (cioè in buona parte del
rock chitarristico americano dal 1980 in poi), e questo
nonostante Miranda sia un trio con una sola chitarra e
Uber un quintetto con tanto di sassofono. Particolarmente
duttili sono, in entrambi i casi, le voci, talmente adulatrici
da farci ricordare ugole celebri come Steve Wynn (i Miranda
in toy) e Robert Smith (gli Uber in cangour eats paul).
Il massimo pregio di entrambi i dischi, come rilevava
Alfredo Rastelli recensendo “My New Lifestyle”
su questa stessa webzine, è nell’essere al
di fuori dalle mode del momento. Due schegge miracolasamente
fuori dai trend e contro la corrente (che è sempre
'main').
Il nuovo CD di fromSCRATCH, di cui potrete leggere fra
qualche giorno la recensione, è affatto diverso
dai due precedenti, pur essendo gli autori un trio in
tutto e per tutto sovrapponibile ai Miranda (cioè
chitarra, basso e batteria). “La quinta essenza
della mediocrità” dei Neo è un disco
free-core dai forti influssi funk che può essere
accostato a tutti i capisaldi del genere, dai Minutemen
agli Zu (non è un caso se c’è un cameo
di Luca Mai). Grandi brani, tutti strumentali, e grande
feeling, con un unico punto d’appiglio concesso
quasi nel finale, quando il canovaccio di Summertime serve
alla vivida esposizione di An Unsane Blues For Unhappy
Beast.
Le vicende di fromSCRATCH come etichetta, nonostante alcune
presenze inquietanti nella compilation, non sarebbero
comunque sufficienti all’inserimento in questo articolo
che si occupa essenzialmente di sperimentazione…
ma si da il caso che fromSCRATCH svolge un’attività
parallela di booking ed ha una piccola sede ad Arezzo
che funziona anche come mini-galleria d’arte dove
vengono presentate mostre e concerti a carattere strettamente
cantautorale o riconducibili alla ‘desco music’
di tipo sperimentale, e si cala quindi a fagiolo nell'argomento
di cui ci stiamo occupando.
Tutto questo avviene in una città che fino a ieri
era rimasta tagliata fuori dalla circuitazione concertistica
mentre, grazie a fromSCRATCH, ha recentemente ospitato
Andrea Belfi, Claudio Rocchetti, Punck, Giuseppe Mangione
(per citare solo i concerti a cui ho assistito)…
I ragazzi di fromSCRATCH, accanto a queste proposte più
di nicchia, sono riusciti a piazzare in alcuni locali
della provincia anche nomi come Sedia, Rosolina Mar, Niobe,
Redworms’Farm, Sylvain Chauveau… Si tratta
solo di buona volontà e capacità organizzativa
o è il sintomo che qualcosa sta pian piano cambiando…
aspettiamo e vedremo. Intanto parliamo con Alessandro
Frassanito (l’altra faccia di fromSCRATCH) del funzionamento
dell’etichetta, dell’organizzazione dei concerti
e d’altro.
Innanzitutto
congratulazioni per quello che sei riuscito a fare in
un territorio così ostile come quello su cui
operi. Magari sembrerò disfattista. ma egualmente
ti chiedo se i risultati valgono realmente l'energia
che spendi?
Grazie 1000! No, non sei disfattista, è la cruda
realtà, qui ad Arezzo c'è una dispersione
di energie mostruosa rispetto l'organizzazione di concerti/mostre
e il tentativo di coinvolgere più persone verso
gli eventi stessi. In questi anni di attività
ho riscontrato una mancanza di curiosità del
pubblico verso le iniziative organizzate, forse ritenendole
‘elitarie’, forse poco fruibili, chissà
(?) ma non è un mio problema, l'unico handicap
che riconosco è la mancanza di un livello più
alto di pubblicità che fromSCRATCH non può
permettersi ancora, certo però, in fin dei conti
è spiacevole trovarsi a dover suonare davanti
a poca gente. Ho potuto constatare invece una grande
attenzione, specialmente quando si è avuto modo
di ospitare artisti come Alessandro Bosetti e Claudio
Rocchetti, Andrea Belfi, Punck + MrK, Diana Darby, Giuseppe
Mangione e altri di sicuro livello.
Finché avrò l'entusiasmo e la forza per
proporle, lo farò, anche perché è
stata da sempre una mia passione quella di conoscere
e collaborare con gente diversa, il resto poi, verrà
da se.
E quindi, nonostante tutto, non vorrei dare un'impressione
troppo pessimistica della realtà, in questi anni
ho notato comunque una certa attenzione e interessamento
da parte degli enti locali, con i quali si è
collaborato per la realizzazione di qualche progetto;
posso dire infine che qualitativamente sono abbastanza
soddisfatto di quello che si è realizzato finora,
quantitativamente invece, spero si possa migliorare
in futuro.
Puoi
illustrarci la tua attività nelle sue varie sfaccettature?
Perché fromSCRATCH non è solo un'etichetta?
fromSCRATCH è nata come Associazione Culturale
verso la fine del 2001, dapprima come piccola agenzia
di booking per alcuni gruppi dell'area indipendente
toscana, come (Can-D, Miranda, To The Ansaphone, Slope,
Ass Cult Press, Uber e Autobam), gruppi che già
si conoscevano per vie traverse; poi, visto che ad Arezzo
c'è la sede dell'Associazione, ho pensato di
gestire lo spazio, organizzando piccoli eventi ( perché
piccolo è il locale...), tipo mostre di arte
contemporanea cercando di promuovere i giovani artisti,
con l'aiuto di una amica di Arezzo, Matilde Puleo; inoltre
in sede si organizzano readings, proiezioni, presentazioni
di libri, performances e concerti ‘a basso volume’
in chiave acustica/elettronica/elettroacustica.br>
L'etichetta invece, è nata grazie alla forte
collaborazione con Giuseppe Caputo (dei Miranda) che
vive a Firenze, il quale si occupa della parte realizzativa,
nonché della promozione, dell' ufficio stampa
e del nostro sito web.
Io mi occupo fondamentalmente, oltre che del booking,
di organizzare altri live nella zona di Arezzo e provincia,
anche collaborando con altre Associazioni Culturali,
club e centri sociali, mentre Giuseppe si occupa dei
live nell'area fiorentina, a volte insieme a Piero Carafa,
e ad altri amici che ci sostengono volentieri.....insomma,
un collettivo molto aperto, senza il quale non sarebbe
stata possibile la realizzazione di due festivals di
musica indipendente: "Assalto al Castello"
(Scandicci, luglio 2004) e "fromSCRATCHfest"
(ElettroPiù - Firenze, maggio 2005).
La
vostra è una delle più giovani etichette
indipendenti italiane, quali sono oggi le maggiori difficoltà
nell'iniziare un'impresa simile?
Le nostre difficoltà, all'inizio sono state tante,
di natura prevalentemente economica, come si può
facilmente intuire! In effetti abbiamo dovuto tutti
darci da fare, secondo le nostre possibilità,
anche individuali, per poter iniziare questa attività
del tutto nuova per noi. Il primo CD è stato
quello dei Miranda "Inside The Whale", nato
da un entusiasmo collettivo creatosi attorno al gruppo
stesso, che ha rappresentato una specie di laboratorio
per misurare le nostre forze in vista delle successive
uscite.
I risultati sono stati soddisfacenti per noi, così
siamo passati alla seconda produzione ("Collisioni
in Cerchio" fromSCRATCHsessions vol. 1), una compilazione/documento
di 15 gruppi italiani, poi il terzo CD è stato
"My New Lifestyle" degli Uber (Lucca), e l'ultimo
si intitola "La quinta essenza della mediocrità"
dei Neo, (Terracina).
In fin dei conti nell'insieme è andata bene,
anche da parte della critica, anche se purtroppo restano
in piedi i problemi legati alla diffusione e alla visibilità
dei gruppi, al di fuori dei consueti contatti tramite
mailorder o la distribuzione dei CD durante i live.
Come
siete organizzati e cosa offrite, a livello di strutture,
ai musicisti che fanno parte dell'etichetta?
Purtroppo non abbiamo strutture fisse, ci organizziamo
di volta in volta secondo le circostanze. Una parte
della strumentazione e l'ausilio di macchine per poter
registrare vengono messe a disposizione dei gruppi da
Giuseppe che segue personalmente le fasi di registrazione.
Nell'estate del 2003, ad esempio, i gruppi da noi invitati,
hanno registrato il proprio pezzo, in un casolare del
sassofonista dei Tanake, adibito a studio di registrazione
e missaggio delle sessions. Ne è uscita fuori
un'esperienza collettiva direi molto positiva, e il
materiale raccolto costituisce la prima compilazione
"Collisioni in Cerchio", alla quale hanno
contribuito anche, con un proprio brano inedito, gruppi
importanti come Zu, L'Enfance Rouge, Ronin, Twig Infection
e Cods.
Un'altra
giovane etichetta, la Ebria, si è distinta in
alcune co-produzioni. Non pensi che questa possa essere
una buona tattica? Magari in prospettiva c'è
la possibilità di aumentare le co-produzioni
allargandole, al di là dei pochi esempi già
esistenti, a qualche etichetta non italiana?
Conosco bene le produzioni della Ebria, ci sono varie
etichette italiane che tendono per lo più ad
avviare una politica delle co-produzioni, che ritengo
un'ottima formula collettiva anche per sopperire alle
necessità legate alla produzione di un CD. Anche
noi abbiamo percorso una strada del genere, collaborando
con la Holidays Records di Milano, per co-produrre il
CD degli Uber, e sembra che in questo modo possiamo
sicuramente raggiungere un pubblico più vasto.
Sarebbe davvero una svolta, riuscire in futuro a collaborare
con etichette europee affini ai nostri gusti musicali,
cercando di allargare un po’ di più il
raggio di utenza, magari tentando di organizzare anche
uno scambio di tour tra i gruppi delle etichette coinvolte.
Spesso è così che funziona, perché
l'importante è creare una dialettica tra le varie
etichette, senza fossilizzarsi troppo nel proprio ‘giardino’.
Anche
perché, parlando con molti musicisti, ho avuto
l'impressione che preferiscano pubblicare su etichette
estere. Pensano che pubblicare su un'etichetta italiana
equivalga a rinchiudersi nel circuito nazionale, tu
cosa ne pensi?
Le etichette estere, rispetto a quelle italiane, a me
sembra che abbiano maggiore visibilità, forse
perché più predisposte a rischiare, o
anche perché godono di maggiori facilitazioni
a livello economico/burocratico, il che porta a una
maggiore presenza e quindi a più credibilità
da parte della distribuzione e dei media. In Italia
purtroppo esiste una certa esterofilia che contribuisce
ad amplificare questa differenza. Comunque le ragioni
profonde mi sfuggono, forse occorrerebbero più
dati e riflessioni certe, anche da parte mia, e maggiori
contatti tra chi si occupa di questo settore.
Non
è che le etichette indipendenti italiane fanno
veramente troppo poco per promuovere i loro musicisti
all'estero (prendendo come paragone ciò che fanno
le etichette estere per promuovere i loro musicisti
in Italia)?
Purtroppo ho una vaga idea di come si comportino le
altre etichette italiane con l'estero, so solo che pochissime
azzardano il lancio dei propri gruppi per lo meno riguardo
all'attività live, forse perché molto
impegnate a ‘combattere’ col pubblico italiano,
ultimamente difficile da scalfire (vedi a livello nazionale,
lo scarso numero di presenze ai concerti), per non parlare
della mancanza di sostegno culturale che coinvolge la
musica a tutti i livelli (particolarmente quella indipendente).
Da parte nostra, credo che sarebbe il caso di colmare
dapprima alcune grosse lacune in Italia (parlo sempre
di visibilità e attenzione) e poi, magari, tentare
di ‘espatriare’; ma al momento è
molto difficile districarsi in questo calderone, andrebbero
potenziate e concentrate le nostre energie, anche col
supporto più attivo delle politiche culturali
in genere, ma questo è un discorso grosso da
affrontare con gradualità e con metodo!
E
pensi che la musica italiana di qualità, a livello
di media, riceva un'adeguata promozione?
Francamente direi proprio di no, salvo la costante attenzione
di due o tre riviste italiane e una manciata di radio
e webzines, mi sembra che ognuno sia costretto a fare
da sé con le sole proprie forze. Purtroppo la
musica indipendente italiana, anche quella di alta qualità,
risulta poco visibile, perché (per definizione)
può contare su risorse economiche limitate, quindi
per forza di cose schiacciata dalla presenza delle grosse
produzioni, che anche qui (per definizione) rappresentano
una realtà economica vera e propria.
Credo fermamente che si sia dato e si continua tutt'ora
a dare eccessivo spazio alla musica estera (non ho nulla
in contrario ad essa, anzi), ma è oramai una
attitudine generalizzata che, di frequente, impedisce
agli addetti ai lavori di considerare oggettivamente
che esiste un panorama attuale rigoglioso di gruppi
italiani molto validi, farei volentieri qualche nome:
Rosolina Mar, Sedia, Uncode Duello, Sinistri, Calomito,
3/4 Had Been Eliminated, L'Enfance Rouge, G.I. Joe,
With Love, Zu, OvO, Ronin, Jealousy Party, Blessed Child
Opera, Bachi da Pietra, etc, etc, etc. ...naturalmente
oltre quelli di fromSCRATCH : -).
Programmi
futuri, ci puoi anticipare qualcosa?
Al momento è in fase di registrazione il secondo
CD dei Miranda, che si avvarrà, per alcuni brani,
della collaborazione di altri musicisti.
In seguito, molto probabilmente ci sarà una bella
occasione di registrare il secondo capitolo delle fromSCRATCHsessions;
dobbiamo ancora definire alcune modalità, (credo/spero
sia fattibile in settembre, all'ElettroPiù di
Firenze), e poi, sempre in autunno: il solito-piacevole-costante
stress per organizzare i prossimi concerti, mostre e
quant'altro.
Salute a tutti.
|
COOLCLUB
VS fromscratch
Salto
nell'indie:
Intervista
a fromSCRATCH del 10/11/2006
Dalla
passione di alcuni studenti fuorisede nasce in Toscana
un’etichetta che promuove musica e non solo. fromSCRATCH
è il nuovo capitolo del nostro viaggio tra le
realtà indipendenti italiane. Lontana da velleità
commerciali ma con l’unico interesse di inseguire
"nuovi" suoni. Ne abbiamo parlato con Alez.
Tutto
in casa fromSCRATCH ha un che di artigianale e familiare,
ci racconti un po’ della vostra storia?
L’Associazione
fromSCRATCH nasce come sede operativa ad Arezzo e Firenze
verso la fine del 2002 con l’intento di dare maggiore
visibilità ad alcune band organizzando concerti
e mini tour. L’Associazione ad Arezzo ha anche
un suo spazio multimediale per piccoli concerti, reading,
proiezioni e performance, nonché mostre d’arte
contemporanea organizzate per dare visibilità
a giovani artisti. L’etichetta è nata quasi
come conseguenza naturale a queste attività,
con l’intento di documentare e promuovere un certo
tipo di musica a noi congeniale. La prima uscita è
stata Inside the whale dei Miranda, poi, la compilazione
Collisioni in cerchio, con 15 band toscane e non, My
new lifestyle degli Uber, La quinta essenza della mediocrità
dei NEO, Rectal exploration secondo CD dei Miranda.
Artigianale? Familiare? Aggettivi ben accetti, grazie;
difatti si tratta di una piccola cerchia di amici che
si dividono i ruoli nel portare avanti la "macchina",
io, Giuseppe Caputo e Piero Carafa tutti e tre ex studenti
fuori sede, accomunati dal forte interesse nel metterci
in gioco e realizzare qualcosa di nostro, più
altri amici che ci danno una mano e ci su/sopportano
volentieri.
Dietro
fromSCRATCH sembra si nasconda una filosofia, una linea
astratta che lega le cose e che esce dagli schemi, ce
ne parli?
Abbiamo
molta passione per quel che facciamo; è un’attività
che assorbe e richiede molte energie, ma è una
cosa in cui davvero crediamo. Non considero il nostro
operato "fuori dagli schemi", se non forse
per i gusti musicali… boh, di certo non abbiamo
velleità da "Mtv generation", quello
sì. Il lato eccitante di questa attività
è il contatto costante con persone nuove, quindi
nuove esperienze, curiosità, dubbi, scelte, e
il fatto di non relegare il tutto al solo produrre musica,
ma accompagnarla, affiancarla ad altri aspetti artistici.
Forse è questo particolare che in qualche modo
caratterizza fromSCRATCH, quella "linea astratta"
a cui ti riferivi.
Quali
sono le vostre produzioni al momento?
È
appena uscito uno split Cd Ziu Zau, la nostra prima
(e non ultima, spero) collaborazione con i pazzi di
Madcap Collective. Si tratta di un cd che vede accomunato
l’estro di due sghembi folksinger che curiosamente
hanno o stesso nome: Paolo Moretti/LittleBrown proveniente
da Treviso e l’altro Paolo Moretti/Pentolino’s
Orchestra di Firenze. Tra qualche mese inoltre avremo
la possibilità di far uscire il nuovo EP dei
Neo, trio avant jazz punk, dal titolo Problemi, dubbi,
perplessità. Poi, si è creato un archivio
"fotografico-artistico" degli eventi organizzati
(mostre, concerti etc) grazie all’amico LuigiGaudioso
e una piccola produzione di DVD con riprese e montaggi
di Massimiliano Bertozzi, che documentano in modo essenziale
alcuni concerti eseguiti in Associazione (lista consultabile
sul nostro sito).
Ho
visto che promuovete iniziative di incontro, cross over
artistici, ce ne parli?
Sì,
come dicevo all’inizio, per noi la produzione
di eventi isolati, slegati, è un po’ limitante,
ci piace mischiare le acque (della serie, complichiamoci
di più la vita) ma è così, ovvero
crediamo che la creatività abbia bisogno dell’apporto
di più esperienze, sempre conformi però
a un’idea di partenza. Il processo di mettere
in gioco più personalità, giovani artisti,
videomaker, musicisti di varia estrazione, grafici,
scrittori e quant’altro, intorno alla musica o
ad altre espressioni, credo sia la formula più
adatta per poter scoprire nuove interrelazioni e contatti
che diversamente andrebbero dispersi.
Quali
sono i vostri progetti in cantiere?
Di
idee e progetti ce ne sarebbero molti, come, registrare
il secondo volume delle "fromSCRATCHsessions",
che consiste nel far suonare insieme più band,
anche molto diverse tra loro. Inoltre, ultimamente ci
stanno arrivando molte richieste di co-produzioni e
la possibilità di essere coinvolti in collaborazioni
con altre band o etichette affini non può che
entusiasmarci. Vorremmo pensare ad una possibile distribuzione
del nostro catalogo ed eventuale booking all’estero,
compatibilmente con le nostre forze e possibilità.
Certo, ci piacerebbe anche avere più attenzioni
da parte di enti e locali in Toscana che si occupano
di musica e cultura, per poter organizzare eventi di
più ampio respiro e con maggiore continuità.
Come
si può accedere al catalogo fromSCRATCH?
I
nostri cd possono essere ordinati on-line (magari prima
cogliendone qualche assaggio in mp3), o in qualche negozio
o CSA italiani, oppure c’è la vendita diretta
durante i live delle "nostre" band. Abbiamo
avuto la possibilità di farci distribuire da
Mandai in Belgio, mentre in Italia è la Goodfellasa
distribuire l’ultimo cd dei Miranda Rectal exploration
che sta avendo particolare attenzione dalla critica
anche con ottime recensioni; (tra l’altro, proprio
in questo periodo la band è in tour coi newyorkesi
Talibam!). Questo per il momento è ciò
che abbiamo realizzato e che abbiamo in cantiere. Info:
www.fromscratch.it
Osvaldo
Piliego
|
|
|
|