PRESS:::per recensioni o interviste / for reviews of interviews mail to press(at) fromscratch (dot) it
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RECENSIONI
REVIEWS
press sheet
aavv - "collisioni in cerchio - fromscratchsessions vol.1"
miranda "inside the whale" - 2003
miranda "whale shit" - 2003
miranda "rectal exploration" - 2006
miranda/the Creeping nobodies "split cd" - 2007
neo "la quinta essenza della mediocrità" - 2005
Pentolino/littlebrowno "ziu zau" - split cd - 2006
Republique du sauvage (l'Enface rouge+ les hurlments d'Leo- 2007
uber "my new lifestyle" - 2004
udus "doomood" - 2007
Interviste a fromSCRATCH:

MOVIMENTA (maggio 2003)
TOSCANA IN CONCERTO (gennaio 2004)
SANDS-ZINE.COM (maggio 2004)
COOLCLUB (novembre 2006)

LIVE REPORTS:::
MIRANDA - live all'Ulisse 18.03.04 di FREAK OUT

MOVIMENTA VS fromSCRATCH

NOME LABEL E ANNO DI NASCITA

fromSCRATCHrecords, anno 2002
- GENERE
post-songs, experimental(!?!), tutto fuori dall'ovvio
- PROVENIENZA
Sede operativa: Firenze. Origini, varie: calabria, puglia, sardegna, toscana...
- DA COSA E' NATA L'IDEA DI APRIRE UNA LABEL?
produrre cose che ci piacciono e che altrimenti pochi avrebbero l'occasione di ascoltare
- LE TUE 5 LABEL PREFERITE
cazzo! solo 5? touch & go, 1/4 stick, jade tree, southern e wallace records!
- POTENDO REALIZZARE UN SOGNO, QUALE BAND TI PIACEREBBE AVERE SOTTO LA TUA LABEL?
gli Slint!
- COM' E' LO STATO DELLA SCENA INDIPENDENTE IN ITALIA?
A parte poche interessanti realtà, mi sembra che sia pessimo. Le etichette piccole producono poco ed in condizioni assurde, tanto che tenere su una label è un lusso. Sono pochi i locali coraggiosi disposti a proporre gruppi musicali non allineati al mainstream. I distributori sono poco specializzati sul mercato indipendente e nella maggior parte dei casi distribuiscono di tutto, contribuendo solo a creare caos negli ascoltatori.
- INTERNET STA UCCIDENDO LE LABEL E LA MUSICA?
direi che interenet ha aperto possibilità prima inimmaginabili ed ha ridottofortemente i costi.
TOSCANA IN CONCERTO VS fromSCRATCH

1-) Data di nascita dell'etichetta ?

Novembre 2002

2-) Qual' è stata la scintilla che vi ha portato a fondare una etichetta indipendente?
La cosa è iniziata quando Alez Frassanito ha deciso di creare fromscratch come agenzia di booking per miranda, slope, appaloosa, can-d e totheansaphone, cui poi si sono aggiunti tanake e di recente uber e asscult press.
A quel punto il sottoscritto, Roberto e Maurizio dei tanake, abbiamo deciso di unirci a lui per occuparci anche di produzione.
Ora le strade con i tanake si sono separate, per cui siamo rimasti io e alez più tanti altri amici che ci danno una mano.
Insomma storia abbastanza travagliata... L'idea resta quella di documentare e supportare musiche che riteniamo originali e fuori dal coro...

3-) Come avviene la ricerca ed il reclutamento delle vostre band, quali canoni devono seguire x piacervi?

Non cerchiamo e non scopriamo bands promettenti. L'idea è di avviare collaborazioni prima umane e poi musicali con gruppi e musicisti, il resto nasce naturalmente. Capita spesso di rapportarci con gruppi che ci piacciono musicalmente ma con cui non ci sono altri tipi di affinità, con cui non scatta la scintilla e in questi casi di solito non se ne fa niente.
Insomma non siamo talent scouts, siamo solo appassionati di musica che si danno da fare per promuovere realtà che ritengono valide.
Tutto qui.

4-) Cercate di riassumere le vostre band, parlatene un po'.

Inizio con i Miranda (in cui suono chitarra e voce). I riferimenti sono al post-noise di gruppi come 90 day man del primo album, agli unwound e simili. Anche se ora sono in corso grossi cambiamenti per l'entrata nel gruppo di un nuovo batterista (Nicola già con i Toy Koe), i pezzi saranno + corti e più folli.
Inside the whale è stata la prima produzione di fromscratch.
I Tanake hanno costituito una grossa parte della breve storia di fromscratch, purtroppo per svariate divergenze più personali che musicali, sono usciti.
Comunque sono una delle migliori jazzcore band italiane.
Gli Uber, ultimi arrivati, fanno una fantastica miscela tra quadrature post-rock chiacagoane e melodie sghembe alla joan of arc. Penso che saranno la nostra prossima produzione.
I can-d. non so se riuscirammo mai ad incidere un album, hanno i loro tempi... fanno un no-wave punk melodico, esilarante e divertente. Inoltre dal vivo hanno un performer (Davide) che si diletta con balli e spogliarelli. Dal vivo vi assicuro che sono imperdibili.
Gli Slope spero riprendano a fare concerti quanto prima, sono alle prese anche loro con cambio di formazione (sostituiscono il chitarrista con un pianista). Ancora non ho sentito niente delle cose nuove, quindi non so cosa ci proporranno...
I Totheansaphone sono il miglior gruppo no wave italiano (non sono solo io a dirlo) e fanno il culo anche a diversi gruppi americani.

5-) Oltre a quello strettamente discografico, quali aspetti curate dei vostri gruppi? Grafica del disco, booking etc etc?

Quello live innanzitutto. Alez fa un grosso lavoro per trovare concerti dal vivo. Ti assicuro che non è facile suonare in Italia. Nonostante di solito siamo disposti a spostarci per cachet insignificanti è dura trovare concerti.
Inoltre Alez organizza piccole performance elettroacustiche e mostre alla nostra sede di Arezzo, tutti venerdì sera per la serie "A BASSO VOLUME".
Io invece mi occupo dell'ufficio stampa e della produzione vera e propria. Non abbiamo uno studio (anche se con il tempo lo avremo) quindi di volta in volta cerchiamo qualcuno che ci ospiti nel suo magazzino o stalla per registrare. Stiamo cercando una stalla per prossime registrazioni congiunte miranda/totheansaphone...
Le fromSCRATCHsession (da cui abbiamo tratto materiale per collisioni in cerchio) le abbiamo fatte nel magazzino di casa di andrea (sax nei tanake), il cui apporto è stato essenziale per la riuscita del lavoro.
Per l'aspetto grafico di volta in volta vediamo chi se ne occupa, se noi o il gruppo...

In definitiva cosa offrite alle bands?

Al momento siamo in grado di produrre o coprodurre il loro lavoro (dando anche una mano per registrazione e missaggi), promuoverlo e fare loro booking.
Ci sforziamo di dare una mano su tutti gli aspetti, perciò preferiamo avere poche bands...

6-) La fromscratch ha delle priorità particolari riguardo ad alcuni generi, oppure niente riserve basta che chi ho davanti dia emozione?

Nessuna preclusione per generi e penso che la nostra prima compilazione "Collisioni in cerchio" lo dimostri.
Ci piace la musica intelligente.
L'essenziale è che ci siano delle buone ideee (merce rarissima!).

7-) Quali sono le etichette internazionali e nazionali che stimate?

jade tree, touch & go, dischord, constellation, skin graft, ecc.
Tra le italiane wallace, bar la muerte, burp, psychotica, raving records.

8-) Spese di un'etichetta indipendente; se volete, parliamo di cifre da sostenere.

Il disco di solito lo registriamo noi, non abbiamo soldi per uno studio. Questo ci permette di lavorare con calma e senza ansie da prestazione (ah ah).
Per stampare un disco ci vogliono circa 1200/1400 euro. aggiungi qualche centinaia di euro per spese di promozione.
Al momento non facciamo pubblicità.
Il resto si basa sull'aiuto volontario e gratuito di amici e conoscenti...

9-) Dedicherete le vs energie solo alla musica italiana, oppure siete aperti a collaborazioni europee?

Siamo aperti da questo punto di vista. per ora però lavoriamo con musicisti che conosciamo bene e che sono geograficamente vicini...

10-) Progetti futuri?

Un disco a due mani che vede coinvolti miranda e totheansaphone. Ancora non sappiamo se sarà un disco registrato dal vivo o in studio.
Sarà il secondo volume dell fromSCRATCHsessions, il primo esce ora e vede la partecipazione di enfance rouge, zu, tanake, freetto meesto, twig infection, miranda, jealousy party, uber, ronin e cods, totheansaphone, can-d, Zighi Zog Bau, appaloosa e slope.
Poi è in definizione l'uscita dell'esordio discografico degli Uber.

11-) Quando non ascoltate musica per lavoro, cosa ascoltate?

Diciamo innanzitutto che non ascoltiamo musica per lavoro, perchè l'etichetta è un hobby e spero rimanga sempre tale.
Personalmente nell'ultimo periodo sto ascoltando molto alan lich, gli us maple, i need new body, i wilco, velvet underground, miles davis, rechenzentrum, skatalites, ornette coleman, the ex.
Avrai capito che non ho molte preclusioni di genere...


fromSCRATCH VS Etero Genio (Sands-zine.com)

fromSCRATCH, i due soci ci tengono che venga scritta così, è una fra le più interessanti giovani etichette italiane. La compilation “Collisioni in cerchio”, con il suo girovagare fra le varie espressioni della musica indipendente, mostra senza equivoci lo spirito libero che anima i curatori. Al suo interno trovano rifugio vecchi ‘rocker’ come François R. Cambuzat (L’Enfance Rouge) e nuovi ‘popper’ come Christian Alati (Cods), passando attraverso celebrità e outsiders che hanno i nomi di Jealousy Party, To The Ansaphone, Zu, Slope, Zighi Zog Bau, Tanake, Twig Infection, Miranda, Appaloosa, Uber, Can-d, Ronin e Freetto Meesto. È evidente il tentativo di non chiudersi dentro a steccati di nessun tipo, da una parte, e di raggiungere il più ampio pubblico possibile attraverso la varietà degli stili presentati, dall’altra, pur rimanendo le varie proposte circoscritte ad un ambito che possiamo genericamente definire come indie-rock (sempre con le dovute eccezioni). Più della metà dei brani sono stati registrati espressamente per questo CD in apposite sedute di registrazione organizzate dall’etichetta stessa.
Due dei gruppi presenti nella compilation, Miranda e Uber, li ritroviamo nelle prime uscite personalizzate che l’etichetta pubblica nel 2003 e nel 2004: “Inside The Whale” e “My New Lifestile”. I due gruppi possono essere ricondotti entrambi ad una generica definizione di indie-rock chitarristico, eppure sono diversissimi l’uno dall’altro. I Miranda, guidati dal chitarrista-cantante Giuseppe Caputo (una delle due facce che si cela dietro fromSCRATCH), distendono la loro musica in nervose ballate elettriche mentre gli Uber tessono strutture reiterate che mi hanno fatto venire in mente i Kilkenny Cats (un oscuro gruppo che negli anni ’80 pubblicò un LP ed un miniLP su Coyote e Texas Hotel), e naturalmente si tratta di un riferimento creato dal minimalismo implicito alle strutture ché l’estetica musicale è ben diversa. Direi che un punto fermo per entrambi i gruppi possa essere visto negli intrecci chitarristici dei Television e nei loro vari derivati (cioè in buona parte del rock chitarristico americano dal 1980 in poi), e questo nonostante Miranda sia un trio con una sola chitarra e Uber un quintetto con tanto di sassofono. Particolarmente duttili sono, in entrambi i casi, le voci, talmente adulatrici da farci ricordare ugole celebri come Steve Wynn (i Miranda in toy) e Robert Smith (gli Uber in cangour eats paul). Il massimo pregio di entrambi i dischi, come rilevava Alfredo Rastelli recensendo “My New Lifestyle” su questa stessa webzine, è nell’essere al di fuori dalle mode del momento. Due schegge miracolasamente fuori dai trend e contro la corrente (che è sempre 'main').
Il nuovo CD di fromSCRATCH, di cui potrete leggere fra qualche giorno la recensione, è affatto diverso dai due precedenti, pur essendo gli autori un trio in tutto e per tutto sovrapponibile ai Miranda (cioè chitarra, basso e batteria). “La quinta essenza della mediocrità” dei Neo è un disco free-core dai forti influssi funk che può essere accostato a tutti i capisaldi del genere, dai Minutemen agli Zu (non è un caso se c’è un cameo di Luca Mai). Grandi brani, tutti strumentali, e grande feeling, con un unico punto d’appiglio concesso quasi nel finale, quando il canovaccio di Summertime serve alla vivida esposizione di An Unsane Blues For Unhappy Beast.
Le vicende di fromSCRATCH come etichetta, nonostante alcune presenze inquietanti nella compilation, non sarebbero comunque sufficienti all’inserimento in questo articolo che si occupa essenzialmente di sperimentazione… ma si da il caso che fromSCRATCH svolge un’attività parallela di booking ed ha una piccola sede ad Arezzo che funziona anche come mini-galleria d’arte dove vengono presentate mostre e concerti a carattere strettamente cantautorale o riconducibili alla ‘desco music’ di tipo sperimentale, e si cala quindi a fagiolo nell'argomento di cui ci stiamo occupando.
Tutto questo avviene in una città che fino a ieri era rimasta tagliata fuori dalla circuitazione concertistica mentre, grazie a fromSCRATCH, ha recentemente ospitato Andrea Belfi, Claudio Rocchetti, Punck, Giuseppe Mangione (per citare solo i concerti a cui ho assistito)… I ragazzi di fromSCRATCH, accanto a queste proposte più di nicchia, sono riusciti a piazzare in alcuni locali della provincia anche nomi come Sedia, Rosolina Mar, Niobe, Redworms’Farm, Sylvain Chauveau… Si tratta solo di buona volontà e capacità organizzativa o è il sintomo che qualcosa sta pian piano cambiando… aspettiamo e vedremo. Intanto parliamo con Alessandro Frassanito (l’altra faccia di fromSCRATCH) del funzionamento dell’etichetta, dell’organizzazione dei concerti e d’altro.

Innanzitutto congratulazioni per quello che sei riuscito a fare in un territorio così ostile come quello su cui operi. Magari sembrerò disfattista. ma egualmente ti chiedo se i risultati valgono realmente l'energia che spendi?
Grazie 1000! No, non sei disfattista, è la cruda realtà, qui ad Arezzo c'è una dispersione di energie mostruosa rispetto l'organizzazione di concerti/mostre e il tentativo di coinvolgere più persone verso gli eventi stessi. In questi anni di attività ho riscontrato una mancanza di curiosità del pubblico verso le iniziative organizzate, forse ritenendole ‘elitarie’, forse poco fruibili, chissà (?) ma non è un mio problema, l'unico handicap che riconosco è la mancanza di un livello più alto di pubblicità che fromSCRATCH non può permettersi ancora, certo però, in fin dei conti è spiacevole trovarsi a dover suonare davanti a poca gente. Ho potuto constatare invece una grande attenzione, specialmente quando si è avuto modo di ospitare artisti come Alessandro Bosetti e Claudio Rocchetti, Andrea Belfi, Punck + MrK, Diana Darby, Giuseppe Mangione e altri di sicuro livello.
Finché avrò l'entusiasmo e la forza per proporle, lo farò, anche perché è stata da sempre una mia passione quella di conoscere e collaborare con gente diversa, il resto poi, verrà da se.
E quindi, nonostante tutto, non vorrei dare un'impressione troppo pessimistica della realtà, in questi anni ho notato comunque una certa attenzione e interessamento da parte degli enti locali, con i quali si è collaborato per la realizzazione di qualche progetto; posso dire infine che qualitativamente sono abbastanza soddisfatto di quello che si è realizzato finora, quantitativamente invece, spero si possa migliorare in futuro.

Puoi illustrarci la tua attività nelle sue varie sfaccettature? Perché fromSCRATCH non è solo un'etichetta?
fromSCRATCH è nata come Associazione Culturale verso la fine del 2001, dapprima come piccola agenzia di booking per alcuni gruppi dell'area indipendente toscana, come (Can-D, Miranda, To The Ansaphone, Slope, Ass Cult Press, Uber e Autobam), gruppi che già si conoscevano per vie traverse; poi, visto che ad Arezzo c'è la sede dell'Associazione, ho pensato di gestire lo spazio, organizzando piccoli eventi ( perché piccolo è il locale...), tipo mostre di arte contemporanea cercando di promuovere i giovani artisti, con l'aiuto di una amica di Arezzo, Matilde Puleo; inoltre in sede si organizzano readings, proiezioni, presentazioni di libri, performances e concerti ‘a basso volume’ in chiave acustica/elettronica/elettroacustica.br> L'etichetta invece, è nata grazie alla forte collaborazione con Giuseppe Caputo (dei Miranda) che vive a Firenze, il quale si occupa della parte realizzativa, nonché della promozione, dell' ufficio stampa e del nostro sito web.
Io mi occupo fondamentalmente, oltre che del booking, di organizzare altri live nella zona di Arezzo e provincia, anche collaborando con altre Associazioni Culturali, club e centri sociali, mentre Giuseppe si occupa dei live nell'area fiorentina, a volte insieme a Piero Carafa, e ad altri amici che ci sostengono volentieri.....insomma, un collettivo molto aperto, senza il quale non sarebbe stata possibile la realizzazione di due festivals di musica indipendente: "Assalto al Castello" (Scandicci, luglio 2004) e "fromSCRATCHfest" (ElettroPiù - Firenze, maggio 2005).

La vostra è una delle più giovani etichette indipendenti italiane, quali sono oggi le maggiori difficoltà nell'iniziare un'impresa simile?
Le nostre difficoltà, all'inizio sono state tante, di natura prevalentemente economica, come si può facilmente intuire! In effetti abbiamo dovuto tutti darci da fare, secondo le nostre possibilità, anche individuali, per poter iniziare questa attività del tutto nuova per noi. Il primo CD è stato quello dei Miranda "Inside The Whale", nato da un entusiasmo collettivo creatosi attorno al gruppo stesso, che ha rappresentato una specie di laboratorio per misurare le nostre forze in vista delle successive uscite.
I risultati sono stati soddisfacenti per noi, così siamo passati alla seconda produzione ("Collisioni in Cerchio" fromSCRATCHsessions vol. 1), una compilazione/documento di 15 gruppi italiani, poi il terzo CD è stato "My New Lifestyle" degli Uber (Lucca), e l'ultimo si intitola "La quinta essenza della mediocrità" dei Neo, (Terracina).
In fin dei conti nell'insieme è andata bene, anche da parte della critica, anche se purtroppo restano in piedi i problemi legati alla diffusione e alla visibilità dei gruppi, al di fuori dei consueti contatti tramite mailorder o la distribuzione dei CD durante i live.

Come siete organizzati e cosa offrite, a livello di strutture, ai musicisti che fanno parte dell'etichetta?
Purtroppo non abbiamo strutture fisse, ci organizziamo di volta in volta secondo le circostanze. Una parte della strumentazione e l'ausilio di macchine per poter registrare vengono messe a disposizione dei gruppi da Giuseppe che segue personalmente le fasi di registrazione. Nell'estate del 2003, ad esempio, i gruppi da noi invitati, hanno registrato il proprio pezzo, in un casolare del sassofonista dei Tanake, adibito a studio di registrazione e missaggio delle sessions. Ne è uscita fuori un'esperienza collettiva direi molto positiva, e il materiale raccolto costituisce la prima compilazione "Collisioni in Cerchio", alla quale hanno contribuito anche, con un proprio brano inedito, gruppi importanti come Zu, L'Enfance Rouge, Ronin, Twig Infection e Cods.

Un'altra giovane etichetta, la Ebria, si è distinta in alcune co-produzioni. Non pensi che questa possa essere una buona tattica? Magari in prospettiva c'è la possibilità di aumentare le co-produzioni allargandole, al di là dei pochi esempi già esistenti, a qualche etichetta non italiana?
Conosco bene le produzioni della Ebria, ci sono varie etichette italiane che tendono per lo più ad avviare una politica delle co-produzioni, che ritengo un'ottima formula collettiva anche per sopperire alle necessità legate alla produzione di un CD. Anche noi abbiamo percorso una strada del genere, collaborando con la Holidays Records di Milano, per co-produrre il CD degli Uber, e sembra che in questo modo possiamo sicuramente raggiungere un pubblico più vasto. Sarebbe davvero una svolta, riuscire in futuro a collaborare con etichette europee affini ai nostri gusti musicali, cercando di allargare un po’ di più il raggio di utenza, magari tentando di organizzare anche uno scambio di tour tra i gruppi delle etichette coinvolte. Spesso è così che funziona, perché l'importante è creare una dialettica tra le varie etichette, senza fossilizzarsi troppo nel proprio ‘giardino’.

Anche perché, parlando con molti musicisti, ho avuto l'impressione che preferiscano pubblicare su etichette estere. Pensano che pubblicare su un'etichetta italiana equivalga a rinchiudersi nel circuito nazionale, tu cosa ne pensi?
Le etichette estere, rispetto a quelle italiane, a me sembra che abbiano maggiore visibilità, forse perché più predisposte a rischiare, o anche perché godono di maggiori facilitazioni a livello economico/burocratico, il che porta a una maggiore presenza e quindi a più credibilità da parte della distribuzione e dei media. In Italia purtroppo esiste una certa esterofilia che contribuisce ad amplificare questa differenza. Comunque le ragioni profonde mi sfuggono, forse occorrerebbero più dati e riflessioni certe, anche da parte mia, e maggiori contatti tra chi si occupa di questo settore.

Non è che le etichette indipendenti italiane fanno veramente troppo poco per promuovere i loro musicisti all'estero (prendendo come paragone ciò che fanno le etichette estere per promuovere i loro musicisti in Italia)?
Purtroppo ho una vaga idea di come si comportino le altre etichette italiane con l'estero, so solo che pochissime azzardano il lancio dei propri gruppi per lo meno riguardo all'attività live, forse perché molto impegnate a ‘combattere’ col pubblico italiano, ultimamente difficile da scalfire (vedi a livello nazionale, lo scarso numero di presenze ai concerti), per non parlare della mancanza di sostegno culturale che coinvolge la musica a tutti i livelli (particolarmente quella indipendente). Da parte nostra, credo che sarebbe il caso di colmare dapprima alcune grosse lacune in Italia (parlo sempre di visibilità e attenzione) e poi, magari, tentare di ‘espatriare’; ma al momento è molto difficile districarsi in questo calderone, andrebbero potenziate e concentrate le nostre energie, anche col supporto più attivo delle politiche culturali in genere, ma questo è un discorso grosso da affrontare con gradualità e con metodo!

E pensi che la musica italiana di qualità, a livello di media, riceva un'adeguata promozione?
Francamente direi proprio di no, salvo la costante attenzione di due o tre riviste italiane e una manciata di radio e webzines, mi sembra che ognuno sia costretto a fare da sé con le sole proprie forze. Purtroppo la musica indipendente italiana, anche quella di alta qualità, risulta poco visibile, perché (per definizione) può contare su risorse economiche limitate, quindi per forza di cose schiacciata dalla presenza delle grosse produzioni, che anche qui (per definizione) rappresentano una realtà economica vera e propria.
Credo fermamente che si sia dato e si continua tutt'ora a dare eccessivo spazio alla musica estera (non ho nulla in contrario ad essa, anzi), ma è oramai una attitudine generalizzata che, di frequente, impedisce agli addetti ai lavori di considerare oggettivamente che esiste un panorama attuale rigoglioso di gruppi italiani molto validi, farei volentieri qualche nome: Rosolina Mar, Sedia, Uncode Duello, Sinistri, Calomito, 3/4 Had Been Eliminated, L'Enfance Rouge, G.I. Joe, With Love, Zu, OvO, Ronin, Jealousy Party, Blessed Child Opera, Bachi da Pietra, etc, etc, etc. ...naturalmente oltre quelli di fromSCRATCH : -).

Programmi futuri, ci puoi anticipare qualcosa?
Al momento è in fase di registrazione il secondo CD dei Miranda, che si avvarrà, per alcuni brani, della collaborazione di altri musicisti.
In seguito, molto probabilmente ci sarà una bella occasione di registrare il secondo capitolo delle fromSCRATCHsessions; dobbiamo ancora definire alcune modalità, (credo/spero sia fattibile in settembre, all'ElettroPiù di Firenze), e poi, sempre in autunno: il solito-piacevole-costante stress per organizzare i prossimi concerti, mostre e quant'altro.
Salute a tutti.


COOLCLUB VS fromscratch

Salto nell'indie:

Intervista a fromSCRATCH del 10/11/2006

Dalla passione di alcuni studenti fuorisede nasce in Toscana un’etichetta che promuove musica e non solo. fromSCRATCH è il nuovo capitolo del nostro viaggio tra le realtà indipendenti italiane. Lontana da velleità commerciali ma con l’unico interesse di inseguire "nuovi" suoni. Ne abbiamo parlato con Alez.

Tutto in casa fromSCRATCH ha un che di artigianale e familiare, ci racconti un po’ della vostra storia?

L’Associazione fromSCRATCH nasce come sede operativa ad Arezzo e Firenze verso la fine del 2002 con l’intento di dare maggiore visibilità ad alcune band organizzando concerti e mini tour. L’Associazione ad Arezzo ha anche un suo spazio multimediale per piccoli concerti, reading, proiezioni e performance, nonché mostre d’arte contemporanea organizzate per dare visibilità a giovani artisti. L’etichetta è nata quasi come conseguenza naturale a queste attività, con l’intento di documentare e promuovere un certo tipo di musica a noi congeniale. La prima uscita è stata Inside the whale dei Miranda, poi, la compilazione Collisioni in cerchio, con 15 band toscane e non, My new lifestyle degli Uber, La quinta essenza della mediocrità dei NEO, Rectal exploration secondo CD dei Miranda. Artigianale? Familiare? Aggettivi ben accetti, grazie; difatti si tratta di una piccola cerchia di amici che si dividono i ruoli nel portare avanti la "macchina", io, Giuseppe Caputo e Piero Carafa tutti e tre ex studenti fuori sede, accomunati dal forte interesse nel metterci in gioco e realizzare qualcosa di nostro, più altri amici che ci danno una mano e ci su/sopportano volentieri.

Dietro fromSCRATCH sembra si nasconda una filosofia, una linea astratta che lega le cose e che esce dagli schemi, ce ne parli?

Abbiamo molta passione per quel che facciamo; è un’attività che assorbe e richiede molte energie, ma è una cosa in cui davvero crediamo. Non considero il nostro operato "fuori dagli schemi", se non forse per i gusti musicali… boh, di certo non abbiamo velleità da "Mtv generation", quello sì. Il lato eccitante di questa attività è il contatto costante con persone nuove, quindi nuove esperienze, curiosità, dubbi, scelte, e il fatto di non relegare il tutto al solo produrre musica, ma accompagnarla, affiancarla ad altri aspetti artistici. Forse è questo particolare che in qualche modo caratterizza fromSCRATCH, quella "linea astratta" a cui ti riferivi.

Quali sono le vostre produzioni al momento?

È appena uscito uno split Cd Ziu Zau, la nostra prima (e non ultima, spero) collaborazione con i pazzi di Madcap Collective. Si tratta di un cd che vede accomunato l’estro di due sghembi folksinger che curiosamente hanno o stesso nome: Paolo Moretti/LittleBrown proveniente da Treviso e l’altro Paolo Moretti/Pentolino’s Orchestra di Firenze. Tra qualche mese inoltre avremo la possibilità di far uscire il nuovo EP dei Neo, trio avant jazz punk, dal titolo Problemi, dubbi, perplessità. Poi, si è creato un archivio "fotografico-artistico" degli eventi organizzati (mostre, concerti etc) grazie all’amico LuigiGaudioso e una piccola produzione di DVD con riprese e montaggi di Massimiliano Bertozzi, che documentano in modo essenziale alcuni concerti eseguiti in Associazione (lista consultabile sul nostro sito).

Ho visto che promuovete iniziative di incontro, cross over artistici, ce ne parli?

Sì, come dicevo all’inizio, per noi la produzione di eventi isolati, slegati, è un po’ limitante, ci piace mischiare le acque (della serie, complichiamoci di più la vita) ma è così, ovvero crediamo che la creatività abbia bisogno dell’apporto di più esperienze, sempre conformi però a un’idea di partenza. Il processo di mettere in gioco più personalità, giovani artisti, videomaker, musicisti di varia estrazione, grafici, scrittori e quant’altro, intorno alla musica o ad altre espressioni, credo sia la formula più adatta per poter scoprire nuove interrelazioni e contatti che diversamente andrebbero dispersi.

Quali sono i vostri progetti in cantiere?

Di idee e progetti ce ne sarebbero molti, come, registrare il secondo volume delle "fromSCRATCHsessions", che consiste nel far suonare insieme più band, anche molto diverse tra loro. Inoltre, ultimamente ci stanno arrivando molte richieste di co-produzioni e la possibilità di essere coinvolti in collaborazioni con altre band o etichette affini non può che entusiasmarci. Vorremmo pensare ad una possibile distribuzione del nostro catalogo ed eventuale booking all’estero, compatibilmente con le nostre forze e possibilità. Certo, ci piacerebbe anche avere più attenzioni da parte di enti e locali in Toscana che si occupano di musica e cultura, per poter organizzare eventi di più ampio respiro e con maggiore continuità.

Come si può accedere al catalogo fromSCRATCH?

I nostri cd possono essere ordinati on-line (magari prima cogliendone qualche assaggio in mp3), o in qualche negozio o CSA italiani, oppure c’è la vendita diretta durante i live delle "nostre" band. Abbiamo avuto la possibilità di farci distribuire da Mandai in Belgio, mentre in Italia è la Goodfellasa distribuire l’ultimo cd dei Miranda Rectal exploration che sta avendo particolare attenzione dalla critica anche con ottime recensioni; (tra l’altro, proprio in questo periodo la band è in tour coi newyorkesi Talibam!). Questo per il momento è ciò che abbiamo realizzato e che abbiamo in cantiere. Info: www.fromscratch.it

Osvaldo Piliego